Perché mettere un mobile reale accanto a una pittura costruita lasciando agire il caso?
John Armleder versa colore a caso su tele appoggiate al pavimento o appese in verticale, lasciando decidere la composizione alla gravità: nei Pour Paintings (1982-1992) mescola il gesto a vernice automobilistica e glitter. Nelle Furniture Sculptures affianca invece un oggetto vero, come il tavolo inchiodato al soffitto di Furniture Sculpture 18 (1980), a una tela astratta quasi indistinguibile dalla parete: pittura, scultura e arredo smettono di essere categorie separate, e il design diventa materiale di lavoro.
Nasce a Ginevra nel 1948 e si forma alla École des Beaux-Arts de Genève tra il 1966 e il 1967. Nel 1969 fonda con Patrick Lucchini e Claude Rychner il Groupe Ecart e la Galerie Ecart, che introducono in Svizzera le prime opere di Joseph Beuys e Andy Warhol e lo legano all'area Fluxus. Negli anni ottanta sposta parte della ricerca verso la Neo-Geo, mentre prosegue le Furniture Sculptures, iniziate nel 1980, e i Pour Paintings, realizzati fino al 1992. Nel 1986 rappresenta la Svizzera alla Biennale di Venezia. Nel 2004 la Kunsthalle Zürich gli dedica la retrospettiva su carta About Nothing, itinerante fino a Philadelphia e Boston; nell'inverno 2006-2007 il MAMCO di Ginevra gli dedica una grande retrospettiva sull'intero percorso. Seguono le personali al Swiss Institute di New York nel 2012, al Museo Madre di Napoli e al MUSEION di Bolzano nel 2018, alla Schirn Kunsthalle di Francoforte nel 2019 e al KANAL-Centre Pompidou di Bruxelles nel 2021. Il suo studio resta a Ginevra, la città in cui è nato.
Pittura per casoVersa colore su tele appoggiate al pavimento o appese in verticale, lasciando che gravità e caso definiscano la composizione.
Arredo scultoreoAccosta mobili e oggetti reali a tele astratte quasi identiche alla parete, cancellando il confine tra pittura, scultura e design.
Eredità FluxusNasce nella performance e nell'editoria d'artista del Groupe Ecart, fondato a Ginevra nel 1969 insieme a Patrick Lucchini e Claude Rychner.
Astrazione riciclataNella stagione Neo-Geo cita stili pittorici del passato trattandoli come superfici intercambiabili, prive di valore originario.
Contesto della ricerca
Quando emerge
Fine anni 1960 · fondazione del Groupe Ecart e della Galerie Ecart a Ginevra
Formazione
1966-1967 ·École des Beaux-Arts de GenèveGinevra, CH 🇨🇭
Patrick Lucchini ·Co-fondatore con Armleder del Groupe Ecart e della Galerie Ecart a Ginevra, nel 1969.Claude Rychner ·Co-fondatore con Armleder del Groupe Ecart e della Galerie Ecart a Ginevra, nel 1969.
Art Spaces
Galerie Ecart, Ginevra ·Galleria fondata dall'artista nel 1969, legata al Groupe Ecart.David Kordansky Gallery, Los Angeles/New York ·Lo rappresenta e gli dedica mostre personali, tra cui una sulle Furniture Sculptures nel 2026.Massimo De Carlo, Milano/Londra/Hong Kong ·Lo rappresenta con mostre ed eventi dedicati.Almine Rech, Parigi/Bruxelles/New York ·Gli dedica mostre personali sulle Furniture Sculptures e sui Pour Paintings.
Collezioni
Centre Pompidou, ParigiMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkKunstmuseum BaselGetty Research Institute, Los AngelesLouisiana Museum of Modern Art, HumlebækLe Consortium, Dijon
Cronologia della ricerca
1966-1969Formazione e Groupe Ecart
Studia alla École des Beaux-Arts de Genève tra il 1966 e il 1967; nel 1969 fonda con Patrick Lucchini e Claude Rychner il Groupe Ecart e la Galerie Ecart, che introducono in Svizzera le prime opere di Joseph Beuys e Andy Warhol.
1970-1979Performance ed Ecart Performance Group
Porta avanti un'intensa attività performativa con l'Ecart Performance Group; nel 1976 realizza Dream Piece, performance all'Athénée Palace di Bucarest.
1980-1992Furniture Sculptures e Pour Paintings
Avvia nel 1980 la serie delle Furniture Sculptures, come il tavolo inchiodato al soffitto di Furniture Sculpture 18; realizza fino al 1992 i Pour Paintings, versando vernice, glitter e lacca automobilistica su tele orizzontali o verticali. Nel 1986 rappresenta la Svizzera alla Biennale di Venezia.
2004-2021Retrospettive istituzionali
La Kunsthalle Zürich gli dedica nel 2004 la retrospettiva su carta About Nothing, itinerante a Philadelphia e Boston; segue nell'inverno 2006-2007 la grande retrospettiva del MAMCO di Ginevra. Nel 2019 la Schirn Kunsthalle di Francoforte e nel 2021 il KANAL-Centre Pompidou di Bruxelles gli dedicano nuove personali.
Passaggi istituzionali
1986Biennale di Venezia, Padiglione svizzero
Rappresenta la Svizzera alla Biennale.
2004Kunsthalle Zürich
Retrospettiva su carta About Nothing, poi itinerante all'ICA di Philadelphia e di Boston.
2006-2007MAMCO, Ginevra
Grande retrospettiva dedicata all'intero percorso dell'artista.
2019Schirn Kunsthalle, Francoforte
Personale John M Armleder.
2021KANAL-Centre Pompidou, Bruxelles
Personale dedicata al suo percorso.
FONTI VERIFICATEhttps://en.wikipedia.org/wiki/John_Armleder [Wikipedia] - formazione, fondazione del Groupe Ecart, Biennale di Venezia 1986, retrospettive (accesso 2026-10-26) · https://www.centrepompidou.fr/fr/ressources/personne/cxx9nKn [Centre Pompidou, risorsa istituzionale] - dati biografici, Ecart Performance Group (accesso 2026-10-26) · https://davidkordanskygallery.com/artist/john-armleder [David Kordansky Gallery, galleria che lo rappresenta] - cronologia mostre, Furniture Sculptures, Pour Paintings (accesso 2026-10-26) · https://massimodecarlo.com/downloads/biography/2923?lang=en [Massimo De Carlo, galleria che lo rappresenta] - retrospettive museali con date (accesso 2026-10-26) · https://en.isabart.org/person/134605 [ISAbart, base dati storico-artistica svizzera] - data di nascita esatta (24 giugno 1948), formazione (accesso 2026-10-26) · https://www.artforum.com/picks/john-armleder-34631 [Artforum, rivista d'arte] - descrizione critica delle Furniture Sculptures (accesso 2026-10-26) · https://www.alminerech.com/pdf-press-release/en/719 [Almine Rech Gallery, comunicato stampa] - descrizione tecnica dei Pour Paintings e delle Furniture Sculptures (accesso 2026-10-26). Nessun premio verificabile risulta assegnato all'artista: la sezione Premi e riconoscimenti è correttamente omessa.