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Mario Mafai

Mario Mafai
Italia, 1902–1965
LA DOMANDA FONDAMENTALE

Perché dipinge le demolizioni della sua città mentre il regime le usa come propaganda?

Mafai dipinge, a partire dalla metà degli anni Trenta, le demolizioni che il regime fascista impone al tessuto storico di Roma, come la distruzione di interi isolati intorno a via Giulia: non celebra l'opera di sventramento né la denuncia apertamente, la osserva come un fatto quotidiano, con tocchi di colore che si fanno via via più chiari e atmosferici. Poco dopo, con le Fantasie, popola le tele di maschere e corpi ammassati che anticipano, per tono, gli orrori della guerra incombente. La sua pittura procede per cicli tematici, non per uno stile fisso.

Nasce a Roma nel 1902, registrato senza il nome del padre; il cognome Mafai viene assegnato solo nel 1934-35. Abbandona studi tecnici nel 1921 per dedicarsi alla pittura, frequentando corsi serali e la scuola libera del nudo annessa all'Accademia di Belle Arti di Roma, insieme a Scipione, conosciuto nel 1924. L'anno dopo incontra la pittrice e scultrice lituana Antonietta Raphaël, che diventerà sua moglie nel 1935 e madre delle sue tre figlie. Nel 1927 i due si trasferiscono nello studio di via Cavour, presto ribattezzato dal critico Roberto Longhi scuola di via Cavour. Espone per la prima volta nel 1927 e partecipa alla Biennale di Venezia dal 1932. Nella seconda metà degli anni Trenta sviluppa il ciclo delle Demolizioni; nel 1939 avvia le Fantasie. Durante la guerra si rifugia per la sua famiglia ebraica, perdendo gran parte delle opere. Aderisce clandestinamente al Partito Comunista nel 1942, lasciandolo nel 1956. Nel 1964 realizza l'ultima serie, Corde, esposta a L'Attico. Muore a Roma il 31 marzo 1965.

DEMOLIZIONIDipinge le macerie dei quartieri distrutti dal regime come un fatto quotidiano.
FANTASIEPopola le tele di maschere e corpi ammassati alla fine degli anni Trenta.
SVOLTA CHIARASchiarisce la tavolozza negli anni Trenta, lontano dal tono scuro degli esordi.
CORDENell'ultima serie dipinge frammenti di corda sospesi sulla tela.

Contesto della ricerca

Quando emerge
Fine anni 1920 · la prima mostra e la recensione di Longhi sulla scuola di via Cavour (1929)
Formazione
Accademia di Belle Arti di RomaRoma, IT 🇮🇹, scuola libera del nudo, frequentata insieme a Scipione
Temi
Scuola RomanaDemolizioni urbaneFigura femminileNatura mortaFantasie e mascherePaesaggio romano
Linguaggi & media
PitturaDisegno
Art Figures
Antonietta Raphaël ·Pittrice e scultrice, compagna e poi moglie dal 1935, incontrata nel 1924-25Scipione (Gino Bonichi) ·Amico e compagno di ricerca, dal 1924 fino alla morte nel 1933Roberto Longhi ·Critico che nel 1929 conia l'etichetta scuola di via Cavour e scrive di lui su L'Italia letterariaAntonino Calcagnadoro ·Insegnante ai corsi serali di arti ornamentali del Comune di Roma, definito da Mafai il suo unico maestro
Art Spaces
Studio di via Cavour 325, Roma ·Dal 1927, punto di incontro di scrittori e giovani artistiAssociazione Artistica Nazionale, via Margutta, Roma ·Sede della prima mostra, nel 1927Galleria La Cometa, Roma ·Personale nel 1937Galleria L'Attico, Roma ·Ultima personale, nel 1964

Cronologia della ricerca

1921–1929Formazione e primi anni romani

Abbandona gli studi tecnici per la pittura, frequenta corsi serali e la scuola libera del nudo; incontra Scipione nel 1924 e Antonietta Raphaël nel 1924-25. Nel 1927 espone per la prima volta e si trasferisce nello studio di via Cavour; nel 1929 Longhi conia l'etichetta scuola di via Cavour.

1930–1935Parigi e la svolta chiara

Soggiorna a Parigi con Raphaël; dipinge Donne che stendono al sole e La lezione di piano, in una tavolozza più chiara e atmosferica. Sposa Raphaël nel 1935 e ottiene una sala personale alla II Quadriennale di Roma.

1936–1940Demolizioni e Fantasie

Dipinge il ciclo delle Demolizioni, tra cui Demolizione di via Giulia; nel 1939 avvia le Fantasie, popolate di maschere e nudi ammassati. Nel 1940 Modelli nello studio vince il Premio Bergamo.

1942–1965Guerra, impegno e ultimi anni

Si rifugia durante la guerra per l'origine ebraica della moglie, perdendo gran parte delle opere; aderisce clandestinamente al Partito Comunista nel 1942. Dopo la retrospettiva alla Biennale del 1948 e Gli scaricatori di carbone (1950), nel 1964 realizza l'ultima serie, Corde. Muore a Roma nel marzo 1965.

Passaggi istituzionali

1932Biennale di Venezia

Prima partecipazione.

1935Quadriennale di Roma

Sala personale alla II edizione.

1948Biennale di Venezia

Retrospettiva dedicata al suo percorso.

1961Biennale di San Paolo

Partecipazione alla rassegna internazionale.

Premi e riconoscimenti

1940Premio Bergamo

Assegnato per il dipinto Modelli nello studio.

FONTI VERIFICATETreccani, Dizionario Biografico degli Italiani · Wikipedia (incrociata con Treccani per le date) · Archivi della Biennale di Venezia (ASAC)

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