In «Il suono di Dante» (2021, Istituto Italiano di Cultura, New York) Sartori smonta i versi della Divina Commedia per restituirne la dimensione melodica, sottraendo il senso. Lo stesso principio guida «Il suono della lingua» (2008, Fondazione Querini Stampalia): il linguaggio trattato come materia sonora, non come veicolo di significato.
Lo stesso gesto ritorna con altri strumenti: un anemometro casalingo che disegna le correnti d'aria, un microscopio che fotografa la materia, una camera stenopeica puntata sugli alberi dell'infanzia. Il metodo scientifico empirico diventa procedimento artistico, applicato a suono, aria, memoria.
Prime collettive dal 1993 (Biennale di Venezia), prime personali dal 1994. Nel 2008 la Fondazione Querini Stampalia ospita «Il suono della lingua», prima opera matura sul suono del linguaggio.
«Omaggio a Chopin» (2011), «Alberi Casa Mamma» (2016) e «Per caso e per necessità» (2017, Palazzo Poggi) intrecciano strumenti scientifici, infanzia e collezioni naturalistiche storiche.
Il progetto con Roman Opałka alla Querini Stampalia (2019), «Il suono di Dante» a New York (2021) e la doppia personale con Caterina Morigi sul tema del respiro (Galleria Michela Rizzo, 2022).
45ma edizione, sezione "Deterritoriale"
Personale "Il suono della lingua"
Personale "Per caso e per necessità", a cura di Lucia Corrain
Progetto con Roman Opałka, a cura di Chiara Bertola
"Il suono di Dante"
Doppia personale con Caterina Morigi, sul tema del respiro
CV ufficiale Galleria Michela Rizzo (2025); Galleria Studio G7; myartguides; lespressesdureel.com (editore).
Nessuna collezione museale pubblica risulta verificata. Nessun premio documentato nonostante ricerca dedicata.
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