Lucia Nogueira nasce nel 1950 a Goiânia, nel Brasile centrale, prima di cinque figli. Dopo studi di giornalismo e comunicazione a Brasília e un periodo dedicato alla fotografia negli Stati Uniti, nel 1975 arriva a Londra per una visita di due settimane al fratello e decide di restarci per il resto della vita. Si forma come pittrice alla Chelsea School of Art (1976-1979) e poi alla Central School of Art and Design (1979-1980), ma nella seconda metà degli anni 80 si sposta progressivamente verso la scultura e l'installazione. Nel 1988 tiene la sua prima mostra personale alla Carlile Gallery di Londra.
Nella maturità lavora soprattutto in scultura e installazione, costruendo assemblaggi enigmatici con oggetti trovati, rotti o scartati come vetro, gomma, metallo, mobili e tubi. Le sue opere mettono in tensione ordine e caos, peso e instabilità, visibilità e nascondimento, spesso alludendo al corpo senza mai rappresentarlo direttamente. Espone alla Serpentine Gallery, alla Chisenhale Gallery e, in mostre itineranti, alla Ikon Gallery di Birmingham e alla Camden Arts Centre di Londra, diventando una presenza di riferimento nella scultura britannica degli anni 90, vicina ad artisti come Rachel Whiteread e Tacita Dean. In quegli anni riceve anche un'importante residenza internazionale e un riconoscimento dedicato agli artisti visivi. Muore di cancro a Londra nel 1998, a 48 anni; la sua opera, seguita dalla Anthony Reynolds Gallery fondata dal marito, conosce un crescente riconoscimento postumo con retrospettive a Porto, a Cambridge e una presentazione dedicata alla Bienal de São Paulo.
Lucia Nogueira nasce nel 1950 a Goiânia, nel Brasile centrale, prima di cinque figli.
Si trasferisce a Londra per una breve visita al fratello e decide di restare, dopo studi di giornalismo e comunicazione a Brasília e di fotografia negli Stati Uniti.
Studia pittura alla Chelsea School of Art e poi alla Central School of Art and Design.
Tiene la sua prima mostra personale alla Carlile Gallery di Londra, dopo essersi spostata dalla pittura alla scultura e all'installazione.
Espone alla Serpentine Gallery, alla Chisenhale Gallery e in mostre itineranti con la Ikon Gallery e la Camden Arts Centre, diventando una figura di riferimento della scultura britannica degli anni 90.
Muore di cancro a Londra nel 1998, a 48 anni; è sepolta nel cimitero di Highgate.
Una retrospettiva alla Fundação de Serralves a Porto nel 2007 e una a Kettle's Yard a Cambridge nel 2011 rilanciano il suo lavoro, seguite da una presentazione dedicata alla 33ª Bienal de São Paulo nel 2018.
Mostra personale in una delle gallerie non profit più influenti per la scultura emergente a Londra.
Mostra personale itinerante 'Sculpture' che consolida la sua reputazione nel circuito istituzionale britannico.
Prima grande retrospettiva istituzionale dell'artista, dopo la sua morte.
La mostra 'Mischief' è la prima importante rassegna della sua opera nel Regno Unito dopo la morte, curata da Elizabeth Fisher.
Una presentazione dedicata nella sezione storica 'Affective Affinities' la introduce per la prima volta in modo approfondito al pubblico brasiliano.
Riceve una borsa di residenza della Fondation Cartier pour l'Art Contemporain; le fonti divergono sulla sede, indicata come Parigi o come Versailles.
Riceve il premio della Paul Hamlyn Foundation per artisti visivi, uno dei principali riconoscimenti britannici per artisti a metà carriera.
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