Leonora Carrington dipinge a olio su tela e a tempera su tavola, disegna, stampa, modella il bronzo, tesse arazzi di lana, costruisce maschere e oggetti di legno dipinto, e scrive racconti, romanzi e un resoconto autobiografico. Le due pratiche non stanno separate: le stesse figure ibride, gli stessi animali che parlano e le stesse cucine popolate di presenze passano dalla pagina alla tela e dalla tela alla scultura senza cambiare statuto.
Costruisce scene in cui regole diverse convivono senza gerarchia. Nel Self-Portrait conservato al Metropolitan, datato circa 1937-38, si ritrae accanto a una iena e a un cavallo; La maison de la peur esce nel 1938 e Down Below nel 1943, dopo l'internamento a Santander che vi racconta lei stessa. The Giantess (The Guardian of the Egg), verso il 1947, e And Then We Saw the Daughter of the Minotaur, 1953, mettono al centro figure femminili enormi e immobili. Fra il 1963 e il 1964 dipinge per il Museo Nacional de Antropología il murale El mundo mágico de los mayas.
Dal 2011 il lavoro circola attraverso le istituzioni che lo conservano e i due musei messicani aperti nel 2018 a San Luis Potosí e a Xilitla. La 59. Biennale di Venezia del 2022 prende il titolo da un suo libro; nel 2023 la Fundación MAPFRE le dedica la prima antologica in Spagna; nel 2025 Gallery Wendi Norris apre Mythopoesis a San Francisco e nel 2026 il Musée du Luxembourg e Almine Rech la presentano a Parigi.
Studia all'accademia di Amédée Ozenfant a Londra, incontra Max Ernst e il gruppo surrealista parigino, espone alla Exposition Internationale du Surréalisme del 1938 e pubblica La maison de la peur.
Dopo l'arresto di Ernst nel 1939 è internata a Santander, in Spagna, periodo che racconta lei stessa in Down Below. Lascia l'Europa e raggiunge il Messico.
Si stabilisce a Città del Messico fra gli artisti europei arrivati in quegli anni, fra cui Remedios Varo. Nel 1946 sposa il fotografo Emerico Chiki Weisz. Dipinge Green Tea, Kitchen Clock, The Giantess, And Then We Saw the Daughter of the Minotaur, Equinoxio.
Realizza fra il 1963 e il 1964 El mundo mágico de los mayas per il Museo Nacional de Antropología, incide una serie di litografie nel 1974 oggi al Museo de Arte Moderno, pubblica The Hearing Trumpet nel 1974 e nel 1972 partecipa alla fondazione del movimento di liberazione delle donne in Messico.
Lavora sulla scultura in bronzo di grande formato. Nel 1986 riceve il riconoscimento alla carriera dello UN Women's Caucus for Art; nel 1991 la Serpentine di Londra le dedica la prima retrospettiva; nel 1998 fonde Cocodrilo, donato alla città nel 2000; nel 2005 il Messico le assegna il Premio Nacional de Ciencias y Artes.
L'opera passa per IMMA nel 2013, Tate Liverpool nel 2015, Museo de Arte Moderno nel 2018, Biennale di Venezia nel 2022, Fundación MAPFRE nel 2023, Gallery Wendi Norris nel 2025, Musée du Luxembourg e Almine Rech nel 2026. Nel 2018 aprono i due musei messicani, nel 2021 la donazione alla Universidad Autónoma Metropolitana.
partecipazione all'esposizione internazionale surrealista
Leonora Carrington: Paintings, Drawings and Sculpture 1940–1990, 11 dicembre 1991 – 26 gennaio 1992; prima retrospettiva
Leonora Carrington: The Celtic Surrealist, 18 settembre 2013 – 26 gennaio 2014, a cura di Seán Kissane; circa 86 opere fra 50 dipinti, 8 sculture, 8 arazzi e 20 lavori su carta
Leonora Carrington, 6 marzo – 31 maggio 2015; dipinti, sculture, arazzi, poesia e scenografia teatrale
Leonora Carrington. Cuentos mágicos, a cura di Brenda Caro
59. Esposizione Internazionale d'Arte, The Milk of Dreams, a cura di Cecilia Alemani; in mostra i racconti illustrati degli anni Cinquanta, fra cui El cuento feo de las carnitas
Leonora Carrington. Revelación, 11 febbraio – 7 maggio 2023, a cura di Tere Arcq e Carlos Martín; prima antologica in Spagna, con oltre 60 prestatori, in collaborazione con ARKEN Museum of Modern Art
Leonora Carrington, 18 febbraio – 19 luglio 2026; percorso cronologico e tematico
Lifetime Achievement Award, vinto
Premio Nacional de Ciencias y Artes, vinto
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