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Jake Grewal

Jake Grewal
Londra, Regno Unito, 1994
LA DOMANDA FONDAMENTALE

Che cosa accade al corpo quando il paesaggio diventa uno spazio intimo?

Jake Grewal è un artista britannico nato a Londra nel 1994. Lavora a olio e a carboncino su grandi fogli, costruendo boschi, radure, coste e crepuscoli abitati da figure maschili nude o appena vestite. Le figure si somigliano perché spesso sono la stessa: l'artista si ritrae, si sdoppia, si mette a confronto con sé stesso a distanza di anni. Il risultato non è narrativo — non c'è un episodio da ricostruire — ma temporale: due presenze nello stesso spazio segnalano che è passato qualcosa fra l'una e l'altra.

Il suo lessico viene dichiaratamente dalla tradizione europea del paesaggio e dal neoromanticismo britannico: Corot e Degas per l'impianto, Keith Vaughan, Graham Sutherland, Paul Nash, John Minton e John Craxton per il modo in cui una figura può stare in un bosco senza spiegarsi. È un repertorio che l'artista non subisce ma sceglie: a Pallant House, nel 2023, gli viene chiesto di selezionare opere dalla collezione da appendere accanto alle proprie, e sceglie proprio Clough, Sutherland e Vaughan.

CorpoNudo maschile, spesso autoritratto e sdoppiato.
PaesaggioBoschi, coste e crepuscoli come spazio abitato.
TempoDue età dello stesso corpo nello stesso spazio.
AppartenenzaChi ha diritto di abitare quel paesaggio, e come.

Contesto della ricerca

Quando emerge
Inizio anni 2020 · dal 2022, prima personale con Thomas Dane Gallery
Formazione
2016 · University of Brighton, Brighton, GB2019 · Royal Drawing School, Londra, GB
Temi
Neoromanticismo britannicoNuova figurazionePaesaggioCorpo
Linguaggi & media
PitturaDisegno
Art Figures
Andrew Bonacina · curatore di Now I Know You I Am Older nel 2022 e autore della conversazione nella monografia 2025
Art Spaces
Thomas Dane Gallery
Residenze
· Porthmeor Studios — Studio 5, St Ives, GB
Collezioni
British MuseumGovernment Art CollectionThe Hepworth Wakefield

Cronologia della ricerca

2012–2019Dal disegno di studio al grande formato

Il disegno a carboncino su grandi fogli diventa il centro della ricerca, spostandosi dagli studi di figura verso paesaggi abitati da presenze isolate.

2021–2023Il disegno come opera finita

I grandi carboncini smettono di essere preparatori e diventano opere autonome: Believing You Healed Me entra nella collezione del British Museum nel 2021.

2023–2024Paesaggio e sdoppiamento

Boschi, coste e crepuscoli diventano lo spazio in cui il corpo dell'artista si ritrae e si sdoppia a distanza di anni, in un confronto silenzioso con sé stesso.

2025Una prima sistemazione critica

Una monografia raccoglie tre mostre — Now I Know You I Am Older, Some days I feel more alive, Under The Same Sky — con una conversazione e un saggio critico.

Passaggi istituzionali

2021British Museum, Londra

Acquisisce Believing You Healed Me, carboncino e conté su carta, con fondi Art Fund.

2022Government Art Collection

Acquisisce due opere, Now I Know You e In My Head Grows A Garden.

2023The Hepworth Wakefield

Acquisisce The Sentimentality Of Nature, prima acquisizione del JW Anderson Collections Fund.

2023–24Pallant House Gallery, Chichester

Prima personale istituzionale dell'artista.

FONTI VERIFICATEIstituzioni: British Museum (scheda di collezione e blog dell'artista), Government Art Collection, The Hepworth Wakefield, Pallant House Gallery, South London Gallery, Studio Voltaire, Royal Drawing School, Yale Center for British Art. Galleria: Thomas Dane Gallery. Editore: Lenz Press. Interviste e critica: Studio International (18 dicembre 2023), Apollo Magazine (Michael Delgado, 11 gennaio 2025), Elephant (1 novembre 2023), Dateagle Art (19 ottobre 2020), Don't Panic (31 maggio 2018), Fantastic Man n. 38 (Harald Smart, 2024), W Magazine (Alex Needham, 23 gennaio 2025), Wallpaper*, FAD Magazine. Precisazioni: l'edizione di Bloomberg New Contemporaries porta la data 2020 ma la mostra alla South London Gallery si è tenuta nel 2021. La rappresentanza di Thomas Dane è confermata dalla galleria, la data d'inizio settembre 2023 compare solo nel materiale editoriale, non in un comunicato ufficiale. Sul biennio del BA le fonti divergono: prevale il CV dell'artista, 2013–2016, sulla scheda della Government Art Collection.

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