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Helen Marden

Helen Marden
Pittsburgh, Stati Uniti, 1941
LA DOMANDA FONDAMENTALE

Come un viaggio di decenni può diventare la superficie stessa del quadro?

Helen Marden, nata Helen Harrington nel 1941 a Pittsburgh, cresce in Pennsylvania e si forma come pittrice alla Pennsylvania State University, dove consegue il BFA nel 1963. Dopo la laurea viaggia a lungo, incluso un soggiorno in Marocco ispirato dai racconti di Mohamed Mrabet tradotti da Paul Bowles. Tornata a New York nella seconda metà degli anni 60, lavora come cameriera al Max's Kansas City, luogo di incontro della scena artistica newyorkese, dove conosce il pittore Brice Marden. I due si sposano nel 1968 e avranno due figlie, Mirabelle e Melia.

La vita della coppia si divide tra New York, Hydra in Grecia dal 1971, Nevis nei Caraibi, Marrakech e, più tardi, Tivoli nello stato di New York. Mentre la carriera di Brice decolla, Helen interrompe quasi del tutto la pittura per anni, scoraggiata dalla difficoltà di affermarsi accanto a un marito già centrale nella pittura americana del dopoguerra e dalla durezza del mondo dell'arte newyorkese. Riprende a dipingere nei primi anni 80, incoraggiata da amiche come Elizabeth Murray, Jennifer Bartlett e Kiki Smith.

Nel 1995 partecipa alla Biennale del Whitney Museum, ma una recensione di Michael Kimmelman sul New York Times la liquida con un paragone sprezzante al marito; il critico Robert Rosenblum la difende pubblicamente. Verso la fine degli anni 80 sviluppa la tecnica che diventerà il suo segno distintivo: resina pigmentata colata su pannello o tela, in cui incorpora materiali trovati durante i suoi viaggi, conchiglie, sabbia, mica, vetro di mare, sequin, raccolti tra Hydra, Tivoli e Provincetown.

La sua affermazione pubblica arriva tardi: solo nel 2019, dopo che Brice Marden entra nella scuderia Gagosian nel 2016, Larry Gagosian le dedica una personale a New York, Tivoli. Seguono Bitter Light a Year (2021) e Agape ad Atene (2023). Brice Marden muore nel 2023; nel 2024 Helen apre The Grief Paintings, un corpo di opere circolari iniziato durante la malattia del marito e concluso dopo la sua morte, dove il lutto emerge per intensità cromatica e gesto, non per narrazione.

Marden rifiuta un'impostazione teorica del proprio lavoro e lo descrive come un istinto che non intende spiegare. Continua a dipingere ogni giorno nel suo studio di Tivoli, gestisce anche un resort a Nevis e resta legata alla rete familiare e amicale, inclusa Rivington Arms, la galleria co-fondata dalla figlia Mirabelle, dove ha esposto più volte tra il 1995 e il 1998.

Istinto contro teoriaUn metodo che rifiuta ogni cornice critica o concettuale, fondato sulla reazione immediata al colore e al materiale.
Materiali di viaggioConchiglie, sabbia, mica e vetro raccolti a Hydra, Tivoli e Provincetown fissati nella resina pigmentata.
Carriera interrotta e ripresaAnni di silenzio pittorico seguiti da una ripresa tarda, fuori dal circuito delle gallerie per quasi due decenni.
Lutto e astrazioneLe opere del 2024 trasformano la perdita del marito in composizioni cromatiche circolari, senza registro narrativo.

Contesto della ricerca

Quando emerge
Fine anni 80
Temi
Resina pigmentataMateriali trovatiPittura istintivaHydra e TivoliColore e corpo
Linguaggi & media
PitturaResina e pigmentoAcquerelloDisegno
Art Figures
Brice Marden ·Marito, pittore; la sua centralità nella pittura americana ha a lungo condizionato la ricezione critica di Helen MardenElizabeth Murray ·Amica pittrice, tra le persone che la incoraggiarono a riprendere a dipingere nei primi anni 80Jennifer Bartlett ·Amica pittrice, stesso ruolo di sostegno nella ripresa della pitturaKiki Smith ·Amica artista, stesso ruolo di sostegno nella ripresa della pitturaRobert Rosenblum ·Storico dell'arte e critico, difese pubblicamente il suo lavoro dopo una recensione ostile al WhitneyLarry Gagosian ·Gallerista, le dedicò la prima personale nella grande galleria nel 2019 dopo l'ingresso di Brice Marden in scuderia
Art Spaces
Gagosian Gallery ·Galleria che rappresenta l'artista dal 2019 con personali a New York e AteneWhitney Museum of American Art ·Opere in collezione permanente e partecipazione alla Biennale del 1995Rivington Arms ·Galleria newyorkese co-fondata dalla figlia Mirabelle Marden, sede di più mostre dell'artistaPalmer Museum of Art, Penn State ·Museo della sua università, sede di due mostre (2006, 2013)

Cronologia della ricerca

1941Nascita

Nasce Helen Harrington a Pittsburgh, Pennsylvania.

1963Formazione

Consegue il BFA alla Pennsylvania State University; viaggia poi in Marocco.

1966-1968New York e incontro con Brice Marden

Lavora come cameriera al Max's Kansas City e conosce Brice Marden.

1968Matrimonio

Sposa Brice Marden; la coppia avrà due figlie, Mirabelle e Melia.

1971Hydra

Primo soggiorno sull'isola greca di Hydra, che diventerà casa estiva ricorrente.

1980-1989Ripresa e nuova tecnica

Riprende a dipingere a inizio decennio e, verso la fine, sviluppa la resina pigmentata con materiali trovati.

1995Whitney Biennial

Partecipa alla Biennale del Whitney; la critica di Kimmelman sul New York Times la paragona sfavorevolmente al marito.

2019Prima personale da Gagosian

Tivoli, la sua prima mostra personale nella grande galleria newyorkese.

2023Morte di Brice Marden

Il marito muore; Helen lavora già a un nuovo corpo di opere.

2024The Grief Paintings

Personale da Gagosian a New York dedicata al lutto per il marito.

Mostre, formazione e collezioni

1995Whitney Biennial

Partecipazione alla biennale del Whitney Museum of American Art, New York.

1996Collezione Whitney Museum of American Art

Acquisizione di un'opera su carta, prima opera dell'artista in collezione permanente.

1996Collezione Princeton University Art Museum

Acquaforte a sollevamento di zucchero donata al museo.

2006Couple Discourse, Palmer Museum of Art

Mostra al museo della sua università, Penn State.

2013Uncanny Congruences, Palmer Museum of Art

Seconda mostra al museo di Penn State.

FONTI VERIFICATEhttps://en.wikipedia.org/wiki/Helen_Marden · https://gagosian.com/media/artists/helen-marden/MardenHelen_Bio.pdf · https://gagosian.com/artists/helen-marden/ · https://ocula.com/artists/helen-marden/ · https://ocula.com/magazine/conversations/helen-marden-i-paint-because-i-have-to/ · https://gagosian.com/media/gallery/press/2021/Swanson_Carl._Helen_Mardens_Bitter_Lucky_Light_April_16_2021.pdf · https://whitney.org/artists/4716 · https://artmuseum.princeton.edu/collections/objects/49480

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