Quando una scultura comincia a comportarsi come un organismo?
Giulia Poppi è un'artista italiana nata a Modena nel 1992. La sua ricerca indaga la scultura come materia instabile, sensibile e in trasformazione. Le opere sembrano sottrarsi alla forma definitiva: superfici, membrane, trasparenze e volumi evocano corpi e organismi senza rappresentarli direttamente, generando un'ambiguità continua fra naturale e artificiale, attrazione e perturbazione, fragilità e resistenza.
Attraverso materiali industriali, resine, plastiche, luce e dispositivi installativi, Poppi costruisce forme che occupano, modificano e dipendono dallo spazio in cui vengono installate. Il corpo rimane un riferimento implicito, mai raffigurato: affiora nelle qualità epidermiche dei materiali e nella relazione fisica che l'opera instaura con chi la attraversa.
MetamorfosiLe forme non si fermano in una configurazione definitiva.
MateriaPlastica, silicone e resine rivelano proprietà inattese.
PercezioneL'opera richiede un'esperienza fisica, non solo visiva.
IbridazioneMateriali industriali assumono qualità organiche e ambigue.
Contesto della ricerca
Quando emerge
Fine anni 2010 · dal 2016–17, presenze in galleria e museo tra P420, MAMbo e Biennale Giovani di Monza
Formazione
· Accademia di Belle Arti di Bologna, Bologna, IT
Temi
MetamorfosiMateriaPercezioneIbridazione
Linguaggi & media
SculturaInstallazioneResine e plastiche
Cicli/Opere chiave
2021 · Sffsssshh — dieci chili di granuli di PETG vergine portati a dimensione ambientale dopo una residenza in una fabbrica di materie plastiche2023 · La sostanza agitata — Palazzo Collicola, Spoleto: una porta murata con dentro una gattaiola automatizzata2026 · Boccacce — Fermo, primo intervento diffuso in tre sedi di una città, a cura di Matilde Galletti
Art Figures
Fulvio Chimento · curatore di Sconfinamenti, 2022, e di Surprise, 2023Sergio Risaliti · curatore della residenza La Meraviglia alla Manifattura Tabacchi, Firenze, 2019–20
Artisti correlati
Caterina Morigi · Sconfinamenti, 2022, e Surprise, 2023, nelle Terre MatildicheMichele Gabriele · ricerche vicine sulla materia sintetica
Art Spaces
Fuocherello, Volvera
Collezioni
Regione Emilia-RomagnaMAMbo, BolognaManifattura Tabacchi, Firenze
Cronologia della ricerca
2014–2018Bologna
La ricerca definisce la scultura come materia instabile e in trasformazione: superfici, membrane e trasparenze evocano corpi e organismi senza rappresentarli direttamente.
2019–2020Materiali industriali
La residenza alla Manifattura Tabacchi di Firenze mette a punto resine, plastiche, luce e dispositivi installativi: la scultura diventa presenza quasi organica.
2021–2023La fabbrica e il parco
In Sffsssshh dieci chili di granuli di PETG vergine sono portati a dimensione ambientale, mentre a Palazzo Collicola una porta murata cela una gattaiola automatizzata: l'animale che la attraversa esiste solo nella testa di chi guarda.
2024–2026Fuori dallo spazio espositivo
Con Boccacce arriva il primo intervento diffuso, articolato in tre sedi di una stessa città, mentre residenze come quella con Pininfarina Architecture ad Artissima portano le sue forme quasi organiche fuori dagli spazi consueti.
Passaggi istituzionali
2020Palazzo delle Esposizioni, Roma
Domani Qui Oggi, 30 ottobre 2020 – 23 maggio 2021, opera realizzata con il contributo del Premio AccadeMibact.
2023Palazzo Collicola, Spoleto
La sostanza agitata, 24 giugno – 16 ottobre.
Premi e riconoscimenti
2020Premio AccadeMibact
Vincitrice per l'Accademia di Belle Arti di Bologna: contributo per la realizzazione di un'opera.
FONTI VERIFICATESito dell'artista · Fuocherello, elenco artisti rappresentati · Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, per il Premio AccadeMibact · Palazzo Collicola e Festival dei Due Mondi · Manifattura Tabacchi · Artissima, elenco vincitori MADE IN vol. 2, 2024, con Pininfarina Architecture · Artribune, intervista del gennaio 2022 · marcheinfinite.com e Artribune per Boccacce, Fermo, 30 luglio – 15 settembre 2026, a cura di Matilde Galletti. Gli anni esatti di frequenza all'Accademia di Belle Arti di Bologna non risultano da una fonte primaria univoca: si stima la metà degli anni 2010, sulla base di una mostra collettiva dell'accademia del 2016 e di una personale del 2018. Un progetto intitolato Culmi, citato in versioni precedenti di questa scheda, non risulta da alcuna fonte verificabile ed è stato qui omesso.