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Giacomo Manzù

Giacomo Manzù
Bergamo, Italia, 1908 - Ardea, 1991
LA DOMANDA FONDAMENTALE

Perché ridurre il corpo di un cardinale a un unico volume di bronzo?

Manzù scioglie il cardinale, una delle figure più cariche di dettaglio dell'iconografia cattolica, in un cono di bronzo quasi privo di articolazioni: la veste non descrive il corpo, lo sostituisce con una superficie continua che la luce, non l'anatomia, racconta. La stessa economia regge le sue porte monumentali: per oltre un decennio modella scene sacre per gli ingressi di basiliche e cattedrali, portando quella sintesi di volume dalla scala del busto a quella dell'architettura, pur restando uno scultore di simpatie socialiste e dichiaratamente non credente.

Nato a Bergamo nel 1908, si forma come intagliatore e si diploma in modellato decorativo all'Istituto Fantoni; durante il servizio militare a Verona frequenta anche l'Accademia Cignaroli. Nel 1929 si stabilisce a Milano e nel 1933 una serie di busti alla Triennale gli dà la prima notorietà. Dal 1936 avvia la serie dei Cardinali, che arriverà a contare oltre cinquanta figure, mentre nei bassorilievi di Deposizione e Crocifissione (1939-1943) piega l'iconografia sacra in una critica al regime fascista. Il Ritratto di Francesca Blanc (1940-41) gli vale nel 1943 un riconoscimento alla IV Quadriennale di Roma, e nel 1948 la Biennale di Venezia premia la sua scultura. Insegna a Brera dai primi anni Quaranta, poi dal 1954 al 1960 all'Accademia Internazionale Estiva di Salisburgo, dove incontra Oskar Kokoschka e la ballerina Inge Schabel, che diventa sua moglie. Nel 1950 vince il concorso per le porte di San Pietro: la Porta della Morte, commissionata da Giovanni XXIII, è consacrata nel 1964, l'anno in cui si trasferisce ad Ardea. Realizza poi le porte della chiesa di Saint Laurenz a Rotterdam e un altorilievo per la Comunità Europea a Lussemburgo, e riceve due volte un riconoscimento dall'Accademia Nazionale dei Lincei. Muore ad Ardea nel 1991.

Porte narrative in bronzoFonde a cera perduta grandi portali per basiliche e cattedrali: San Pietro a Roma, il Duomo di Salisburgo, la chiesa di Rotterdam.
Il cardinale ridotto a volumeScioglie la figura del cardinale in un cono di bronzo continuo, lasciando che sia la superficie a registrare la luce invece del corpo.
Bassorilievi come critica civileIn Deposizione e Crocifissione (1939-1943) usa l'iconografia sacra come schermo per denunciare la violenza del regime fascista.
Ritratto e superficie di luceModella busti e ritratti, da Francesca Blanc a Giovanni XXIII, con una superficie sensibile alla luce debitrice dell'impressionismo plastico di Medardo Rosso.

Contesto della ricerca

Quando emerge
Inizio anni 1930 · dalla Triennale di Milano ai primi Cardinali
Formazione
Istituto FantoniBergamo, IT 🇮🇹1927-1928 · Accademia CignaroliVerona, IT 🇮🇹
Temi
Scultura sacraScultura in bronzoNovecento italianoArte e antifascismoRitrattistica
Linguaggi & media
Bronzo a cera perdutaBassorilievoLegnoScenografiaDisegno e incisione
Art Figures
Papa Giovanni XXIII · Committente della Porta della Morte di San Pietro e soggetto del ritratto ufficiale eseguito da Manzù.Oskar Kokoschka · Collega all'Accademia Internazionale Estiva di Salisburgo, dove Manzù insegna scultura dal 1954 al 1960.Inge Schabel · Ballerina conosciuta a Salisburgo, diventa sua moglie e modella di numerosi ritratti e sculture degli anni successivi.
Art Spaces
Galleria Tasende, La JollaRockefeller Center, New York (rilievo su commissione)
Collezioni
Musei Vaticani, Città del VaticanoRaccolta Amici di Manzù, ArdeaSede delle Nazioni Unite, New York

Cronologia della ricerca

1919-1933Formazione e primi riconoscimenti

Apprende l'intaglio a Bergamo e si diploma in modellato decorativo all'Istituto Fantoni; durante il servizio militare a Verona frequenta anche l'Accademia Cignaroli (1927-28). Stabilitosi a Milano nel 1929, riceve l'incarico per la cappella dell'Università Cattolica, completata nel 1931-32, e nel 1933 la serie di busti alla Triennale di Milano gli dà la prima notorietà.

1936-1943Cardinali e bassorilievi di protesta

Dal 1936 avvia la serie dei Cardinali, che arriverà a contare oltre cinquanta figure; nei bassorilievi di Deposizione e Crocifissione, realizzati fra il 1939 e il 1943, piega l'iconografia sacra in una critica alla violenza del regime fascista. Con il Ritratto di Francesca Blanc (1940-41) ottiene nel 1943 un riconoscimento alla IV Quadriennale di Roma.

1948-1964Biennale, Salisburgo, la Porta della Morte

Nel 1948 la Biennale di Venezia premia la sua scultura; insegna a Brera fino al 1954 e poi all'Accademia Internazionale Estiva di Salisburgo, dove tra il 1954 e il 1960 realizza le porte del Duomo cittadino e incontra Oskar Kokoschka e Inge Schabel. Vince nel 1950 il concorso per le porte di San Pietro: la Porta della Morte, commissionata da Giovanni XXIII, è consacrata nel 1964.

1965-1991Rotterdam, Lussemburgo, gli ultimi anni

Fra il 1965 e il 1969 realizza le porte della chiesa di Saint Laurenz a Rotterdam, e nei primi anni Settanta un altorilievo per il palazzo della Comunità Europea a Lussemburgo. Riceve due volte un riconoscimento dall'Accademia Nazionale dei Lincei e un premio sovietico per la pace; dona allo Stato italiano la sua collezione, oggi raccolta nel museo di Ardea, dove muore nel 1991.

Passaggi istituzionali

1933Triennale di Milano

La serie di busti esposta alla rassegna milanese gli dà la prima notorietà nazionale.

1943IV Quadriennale di Roma

Espone il Ritratto di Francesca Blanc e ottiene un riconoscimento alla rassegna per la scultura.

1948Biennale di Venezia

La sua scultura riceve un riconoscimento alla rassegna.

1973Museum of Modern Art, Tokyo

Gli viene dedicata una personale sulla sua scultura.

Premi e riconoscimenti

1943Gran Premio per la Scultura, IV Quadriennale di Roma

Assegnato per il Ritratto di Francesca Blanc (1940-41), oggi nei Musei Vaticani.

1948Primo Premio per la scultura italiana, Biennale di Venezia

Riconoscimento alla sua ricerca scultorea in corso.

1953Premio Feltrinelli per la scultura (sezione italiana), Accademia Nazionale dei Lincei

Primo dei due Feltrinelli vinti da Manzù.

1966Premio Lenin per la pace

Riconoscimento sovietico assegnato per l'impegno a favore della pace.

1984Premio Feltrinelli Internazionale per la scultura, Accademia Nazionale dei Lincei

Secondo riconoscimento Feltrinelli, in sezione internazionale.

FONTI VERIFICATEhttps://www.treccani.it/enciclopedia/giacomo-manzu/ [Treccani, Enciclopedia Italiana online] - formazione, insegnamento a Brera e a Salisburgo, opere (accesso 2026-10-26) · https://en.wikipedia.org/wiki/Giacomo_Manz%C3%B9 [Wikipedia, riscontro secondario] - Inge Schabel, Salisburgo, onorificenze, morte (accesso 2026-10-26) · https://museocarlobilotti.it/en/node/2275 [Museo Carlo Bilotti, fonte museale] - formazione, cronologia delle opere, insegnamento (accesso 2026-10-26) · https://www.museivaticani.va/content/museivaticani/it/collezioni/musei/collezione-d_arte-contemporanea/sala-6--scultura-italiana-anni-20--50/giacomo-manzu--ritratto-di-francesca-blanc.html [Musei Vaticani, fonte museale ufficiale] - datazione 1940-41 e riconoscimento alla IV Quadriennale 1943 del Ritratto di Francesca Blanc (accesso 2026-10-26) · https://www.britannica.com/biography/Giacomo-Manzu [Encyclopaedia Britannica] - nascita, morte, opere (accesso 2026-10-26) · https://galerie-welz.at/timeline/summer-academy-of-fine-arts/?lang=en [Internationale Sommerakademie Salisburgo, fonte istituzionale] - insegnamento di Manzù accanto a Kokoschka (accesso 2026-10-26). Sull'anno del Premio Lenin per la pace le fonti divergono fra il 1965 e il 1966; qui si segue Treccani. Sull'anno di avvio della serie dei Cardinali le fonti divergono fra il 1936 e il 1938; qui si segue la fonte museale.

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