Getulio Alviani nasce a Udine il 5 settembre 1939. La sua formazione è da autodidatta: arriva alla pittura da giovanissimo, partendo da un interesse per il disegno tecnico e le strutture geometriche e passando per lo studio di architetti e ingegneri. Alla fine degli anni 50 sperimenta su lamine di metallo lavorate con tecniche industriali, tornite e incise: nascono le Superfici a testura vibratile, che cambiano aspetto secondo la luce, l'angolo di visione e il movimento di chi guarda. Nel 1961 espone alla Mala Galerija di Lubiana e partecipa a Nove Tendencije, Zagabria.
Nel 1962 si trasferisce a Milano, dove resterà per il resto della vita. Incontra Lucio Fontana, che acquista alcune sue superfici, Piero Manzoni, Gianni Colombo e Davide Boriani. A Parigi partecipa alle ricerche del GRAV, il Groupe de Recherche d'Art Visuel, con Julio Le Parc e François Morellet. Nel 1964 è alla Biennale di Venezia, condividendo la sala con Enrico Castellani. Nel 1965 è incluso in The Responsive Eye al MoMA di New York, che acquisisce una sua opera. Nel 1968 partecipa a Documenta 4 a Kassel.
Oltre alla ricerca visiva, lavora nel design e nella grafica: firma il logo di Flash Art e realizza tessuti cinetici con la stilista Germana Marucelli. Cura monografie su Josef Albers (1988) e Max Bill (2018). Dal 1976 al 1981 insegna pittura all'Accademia di Belle Arti di Carrara. Su invito di Jesús Rafael Soto dirige, tra il 1981 e il 1985, il museo d'arte moderna a lui dedicato a Ciudad Bolívar, in Venezuela. Tra il 2000 e il 2010 cura il Muzeum Milana Dobesa di Bratislava, continuando a promuovere l'arte optical e cinetica.
Alviani muore a Milano il 24 febbraio 2018, dopo una lunga malattia, all'ospedale Don Gnocchi.
Nasce a Udine il 5 settembre.
Lavora lamine di metallo con tecniche industriali; nascono le Superfici a testura vibratile.
Personale alla Mala Galerija di Lubiana; partecipa a Nove Tendencije, Zagabria.
Incontra Fontana, Manzoni, Colombo e Boriani; entra nel GRAV a Parigi.
Espone alla Biennale di Venezia e a The Responsive Eye al MoMA di New York.
Partecipa alla rassegna di Kassel.
Insegna pittura all'Accademia di Belle Arti.
Dirige, su invito di Jesús Rafael Soto, il museo a lui dedicato a Ciudad Bolívar, Venezuela.
Cura il Muzeum Milana Dobesa.
Muore a Milano il 24 febbraio, dopo una lunga malattia.
Espone condividendo la sala con Enrico Castellani.
Incluso in The Responsive Eye; il museo acquisisce una sua opera.
Partecipa alla rassegna internazionale.
Ne diventa direttore su invito dello stesso Soto.
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