Che cosa resta del designer quando chiunque può costruire il mobile da sé seguendo le sue istruzioni?
Enzo Mari trasforma ogni progetto in un esperimento teorico verificabile, pubblicando il procedimento, i materiali e i costi al posto di un oggetto finito da vendere. Con 'Autoprogettazione' (1974) pubblica i disegni tecnici di 19 mobili che chiunque può costruire da sé con tavole e chiodi comuni, spostando l'autorialità dal designer a chi li realizza. Lo stesso principio di trasparenza del processo regge il puzzle '16 Animali' (1957), sedici forme di legno incastrate senza colla né vernice e pensate come esercizio percettivo tanto per i bambini quanto come dimostrazione teorica della forma, e 'Falce e martello' (1973), mostra che trasforma la galleria in un luogo di autocritica sul ruolo di classe del progettista.
Nato a Novara il 27 aprile 1932, studia all'Accademia di Brera a Milano tra il 1952 e il 1956 e comincia a collaborare con Danese dal 1957. Nel 1962 si lega all'Arte Programmata e incontra Bruno Munari; l'anno dopo coordina in Italia il movimento delle Nuove Tendenze. Nel 1967 riceve un importante riconoscimento di settore per la propria ricerca individuale, e nel 1968 partecipa alla protesta che chiude anticipatamente la mostra 'Il Grande Numero' alla Triennale di Milano. Presiede l'ADI, l'Associazione per il Disegno Industriale, tra il 1976 e il 1979, e continua a scrivere testi teorici sul metodo progettuale fino agli anni 2000. Muore a Milano il 19 ottobre 2020, poco dopo aver donato il proprio archivio al Comune; lo stesso anno la Triennale di Milano gli dedica una mostra antologica curata da Hans Ulrich Obrist e Francesca Giacomelli.
AutoprogettazioneMobili autocostruibili con istruzioni pubblicate gratuitamente
Arte ProgrammataOpere percettive e cinetiche basate su sequenze geometriche programmate
Critica dell'autorialitàIl progetto come processo condiviso, non firma individuale
Design come ricercaMetodo teorico applicato a oggetti, giochi e didattica percettiva
Contesto della ricerca
Quando emerge
Inizio anni 1960
Formazione
1952-1956 ·Accademia di BreraMilano, IT 🇮🇹
Temi
Arte ProgrammataAutoprogettazioneDesign come ricercaCritica dell'autorialitàAutoproduzione
Linguaggi & media
DesignSculturaGraficaInstallazione
Art Figures
Bruno Munari ·incontrato nel 1962 nell'ambito dell'Arte ProgrammataIela Mari ·moglie, illustratrice, coautrice di libri illustrati senza paroleAlessandro Mendini ·critico che nel 1980 lo definì 'la coscienza del design'Hans Ulrich Obrist ·co-curatore, con Francesca Giacomelli, della mostra antologica alla Triennale nel 2020
Art Spaces
Danese, Milano ·principale azienda con cui collabora dal 1957 per decenniTriennale di Milano ·sede della protesta del 1968 e della mostra antologica postuma del 2020ADI, Associazione per il Disegno Industriale ·presidente tra il 1976 e il 1979MoMA, New York ·incluso nella mostra 'Italy: The New Domestic Landscape' nel 1972
Cronologia della ricerca
1932Nascita
Nasce a Novara il 27 aprile.
1952-1956Formazione
Studia all'Accademia di Brera, a Milano.
1957Debutto con Danese
Disegna il puzzle '16 Animali', incastrato senza colla né vernice.
1962-1963Arte Programmata
Si lega al movimento, incontra Bruno Munari e coordina in Italia le Nuove Tendenze.
1967Riconoscimento alla ricerca
Riceve un importante premio di settore per l'insieme della propria ricerca progettuale.
1968Protesta alla Triennale
Partecipa alla protesta che chiude anzitempo la mostra 'Il Grande Numero'.
1973-1974Falce e martello e Autoprogettazione
Allestisce una mostra sul ruolo di classe del progettista e pubblica i disegni di mobili autocostruibili.
1976-1979Presidenza ADI
Guida l'Associazione per il Disegno Industriale.
1979-2011Altri riconoscimenti
Riceve più volte premi di settore per singoli progetti, fino a un riconoscimento alla carriera nel 2011.
2020Morte e eredità
Dona l'archivio al Comune di Milano e muore a Milano il 19 ottobre; la Triennale gli dedica una mostra antologica.
Mostre, formazione e collezioni
1972MoMA, New York
Incluso nella mostra 'Italy: The New Domestic Landscape', curata da Emilio Ambasz.
1983Università di Parma
Prima mostra personale in ambito universitario.
2016Istanbul Design Biennial
Opere presentate nella mostra 'Adhocracy'.
2020Triennale di Milano
Mostra antologica curata da Hans Ulrich Obrist e Francesca Giacomelli, dopo la donazione dell'archivio al Comune.
2020Collezioni permanenti
Opere nelle collezioni di MoMA e Stedelijk Museum di Amsterdam.
Premi e riconoscimenti
1967Compasso d'Oro alla ricerca individuale
L'ADI gli assegna il Compasso d'Oro per l'insieme della sua ricerca su prodotti, grafica e installazioni, non per un singolo oggetto.
2011Compasso d'Oro alla carriera
Riceve il Compasso d'Oro alla carriera a riconoscimento dell'intero percorso di ricerca sul progetto.