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Edward Hopper

Edward Hopper
Nyack, New York, 1882 — New York, 1967
LA DOMANDA FONDAMENTALE

Che cosa succede a una stanza, a una strada, a una persona, quando la luce diventa il vero soggetto?

Edward Hopper nasce a Nyack, sull’Hudson, nel 1882. Dopo il diploma studia illustrazione e poi, dal 1900, alla New York School of Art con William Merritt Chase e Robert Henri, che esortava i suoi allievi a dipingere in modo realistico le condizioni quotidiane del proprio mondo. Fra i compagni di corso ci sono George Bellows, Guy Pène du Bois e Rockwell Kent.

Fra il 1906 e il 1910 fa tre viaggi a Parigi. Non si interessa alle novità fauve o cubiste, ma sviluppa un attaccamento duraturo a Edgar Degas e Édouard Manet, ai loro dispositivi compositivi e al loro modo di rappresentare la vita urbana moderna. Per vent’anni lavora come illustratore commerciale; dal 1915 pratica l’acquaforte, ed è l’incisione a portargli il primo successo di critica e di mercato.

Dal 1913 vive e lavora nello stesso appartamento di Washington Square, a New York, e dal 1934 tiene una seconda casa con studio a Cape Cod. Il Whitney riassume così il suo lavoro: «un osservatore acuto del quotidiano, che trasformava attraverso l’immaginazione in opere segnate da atmosfere tese ed enigmatiche». La finestra diventa il suo simbolo più duraturo, il punto in cui la facciata urbana e la vita privata che vi si svolge dentro si sovrappongono.

LuceLa luce elettrica e quella del sole costruiscono la scena e ne decidono il tono
ArchitetturaCase, vetrine, uffici, distributori: l’edificio americano come struttura del quadro
SolitudineLe figure non stanno quasi mai in casa propria: cinema, camere d’albergo, tavole calde
SogliaFinestre e porte separano e mettono in contatto interno ed esterno
AttesaIl tempo è sospeso, e nessun aneddoto viene raccontato

Contesto della ricerca

Quando emerge
1920–1925 · dalla prima personale al Whitney Studio Club all’abbandono dell’illustrazione
Formazione
1899–1900 · Correspondence School of Illustrating, New York1900–1906 · New York School of Art — con William Merritt Chase, Robert Henri e Kenneth Hayes Miller
Temi
LuceArchitetturaSolitudineCittàRealismoAttesaCinema
Linguaggi & media
PitturaAcquaforteAcquerelloDisegnoIllustrazione
Cicli/Opere chiave
1921 · Night Shadows — acquaforte; il Metropolitan la acquista nel 1925 e vi riconosce un’anticipazione del film noir1925 · House by the Railroad — MoMA; il museo vi legge «un senso di solitudine, estraneità e immobilità»1927 · Automat — Des Moines Art Center; e Drug Store, MFA Boston1930 · Early Sunday Morning — Whitney; acquistata nell’anno di fondazione del museo, fu al centro della mostra inaugurale1939 · New York Movie, MoMA, e Cape Cod Evening, National Gallery of Art1940 · Gas, MoMA, e Office at Night, Walker Art Center1942 · Nighthawks — Art Institute of Chicago; «inconsciamente, probabilmente, stavo dipingendo la solitudine di una grande città»1961 · A Woman in the Sun — Whitney
Art Figures
Lloyd Goodrich · curatore e poi direttore del Whitney; cura le due retrospettive del 1950 e del 1964, ed è amico dell’artista per tutta la vitaFrank K. M. Rehn · il gallerista che lo rappresenta dal 1921 fino alla fine: la personale del 1924 da Rehn vende tutti i dipintiGuy Pène du Bois · compagno di corso alla New York School of Art, organizza la prima personale del 1920 al Whitney Studio ClubGail Levin · cura Edward Hopper: The Art and the Artist al Whitney nel 1980
Artisti correlati
Edgar Degas · riferimento documentato dal Metropolitan e dalla National Gallery of Art: dispositivi compositivi e vita urbana modernaÉdouard Manet · riferimento documentato insieme a Degas dalle stesse fontiRobert Henri · il maestro della New York School of Art, che esortava a dipingere in modo realistico il proprio mondo quotidianoWilliam Merritt Chase · l’altro maestro degli anni di formazioneCharles Burchfield · firma il saggio Edward Hopper: Classicist nel catalogo della retrospettiva MoMA del 1933
Collezioni
Whitney Museum of American ArtMetropolitan Museum of ArtMoMA, New YorkNational Gallery of ArtArt Institute of ChicagoMFA BostonWalker Art CenterDes Moines Art Center

Cronologia della ricerca

1899–1910Formazione e Parigi

Illustrazione, poi la New York School of Art con Chase e Henri. Tre viaggi a Parigi fra il 1906 e il 1910, e l’incontro con Degas e Manet.

1913–1924Incisione e primo riconoscimento

Mentre lavora come illustratore commerciale, dal 1915 pratica l'acquaforte, ed è l'incisione a portargli il primo successo di critica e di mercato, nel segno dell'attaccamento a Degas e Manet e alla rappresentazione della vita urbana moderna.

1925–1942Gli anni delle opere iconiche

Lasciata l'illustrazione, dipinge House by the Railroad, Early Sunday Morning, Gas e Nighthawks: inquadrature ritagliate e punti di vista quasi cinematografici, dove distributori, binari e ponti caricano l'idea stessa del viaggio di solitudine e mistero.

1950–1967Il riconoscimento istituzionale

La pittura continua a trasformare l'osservazione acuta del quotidiano in atmosfere tese ed enigmatiche, costruendo la solitudine non come sentimento ma con la luce, l'architettura e il taglio dell'inquadratura.

1968–2023Il lascito e la fortuna postuma

L'opera si consolida intorno al suo dispositivo più duraturo: la finestra come soglia in cui la facciata urbana e la vita privata che vi si svolge dentro si sovrappongono.

Passaggi istituzionali

1920Whitney Studio Club, New York

Prima personale, sedici dipinti, organizzata da Guy Pène du Bois.

1929MoMA, New York

Paintings by Nineteen Living Americans, con sei opere.

1933MoMA, New York

Edward Hopper: Retrospective Exhibition, con introduzione di Alfred H. Barr, Jr. e il saggio di Charles Burchfield.

1950Whitney Museum of American Art

Edward Hopper Retrospective Exhibition, 11 febbraio – 26 marzo, a cura di Lloyd Goodrich.

1952Biennale di Venezia

Rappresenta gli Stati Uniti con Alexander Calder, Stuart Davis e Yasuo Kuniyoshi.

1964Whitney Museum of American Art

Edward Hopper, 29 settembre – 29 novembre, a cura di Lloyd Goodrich.

1980Whitney Museum of American Art

Edward Hopper: The Art and the Artist, a cura di Gail Levin.

2004Tate Modern, Londra

27 maggio – 5 settembre, a cura di Sheena Wagstaff; poi Museum Ludwig, Colonia.

2007–08MFA Boston, National Gallery of Art, Art Institute of Chicago

Retrospettiva itinerante a cura di Carol Troyen, Franklin Kelly e Judith Barter: 48 dipinti, 34 acquerelli e 12 stampe.

2022–23Whitney Museum of American Art

Edward Hopper’s New York, 19 ottobre – 5 marzo, a cura di Kim Conaty con Melinda Lang: circa duecento opere e materiali del Sanborn Hopper Archive.

FONTI VERIFICATEWhitney Museum of American Art, che conserva 3.151 opere ed è «il più grande deposito al mondo di opere e materiali d’archivio di Hopper» · Metropolitan Museum · MoMA · Art Institute of Chicago · National Gallery of Art · MFA Boston · Walker Art Center · Des Moines Art Center · Tate. Josephine Nivison Hopper, sposata nel 1924, è stata la sua unica modella, ha allestito con lui le scene e ha tenuto i registri delle opere, oggi al Whitney; alla sua morte, nel 1968, il lascito dei due — quasi tremila materiali — è diventato il più grande dono di opere nella storia del museo. Sull’anno del matrimonio il Metropolitan indica il 1923, il Whitney, l’Art Institute of Chicago e la National Gallery of Art il 1924. Sulle date della retrospettiva MoMA del 1933 il calendario del museo indica 30 ottobre – 8 dicembre, il frontespizio del catalogo 1º novembre – 7 dicembre. La scuola frequentata nel 1899 è chiamata Correspondence School of Illustrating dal Metropolitan e dalla National Gallery, New York School of Illustrating dal Whitney.

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