Claudio Verna (Guardiagrele, Chieti, 1937) vive e lavora a Roma. Formatosi in Umbria, si laurea all'Università di Firenze con una tesi sulle arti visive nella civiltà industriale; nel 1961 si trasferisce a Roma e per alcuni anni smette di esporre, per rifondare da capo il proprio lavoro.
Torna a mostrarsi nel 1967, convinto delle «antiche ed essenziali ragioni» della pittura: è l'inizio della stagione analitica, la risposta italiana al minimalismo americano. Con Giorgio Griffa, Marco Gastini e gli altri, Verna rifiuta l'idea che la pittura sia anacronistica e la riporta ai suoi elementi primi — superficie, spazio, colore — indagati non come teoria ma come esperienza fisica e sensoriale.
Il trasferimento a Roma e gli anni in cui smette di esporre per rifondare il proprio lavoro.
Il ritorno alle «antiche ed essenziali ragioni» della pittura: superficie, spazio e colore vengono riportati ai loro elementi primi e indagati non come teoria ma come esperienza fisica e sensoriale.
La pittura prosegue l'indagine sui propri elementi primi: non descrive la luce ma la produce, e nel produrla diventa un luogo.
La ricerca su superficie, spazio e colore continua con coerenza, confermando la pittura come esperienza fisica e sensoriale prima che come teoria.
La prima partecipazione, nel pieno della stagione analitica.
La prima grande retrospettiva museale.
Antologica nelle sale del museo ferrarese.
Il ritorno espositivo nella sua regione d'origine.
Accademia Nazionale dei Lincei, per la pittura.
La luce è un luogo, con il nuovo catalogo ragionato.
Opere nelle collezioni del Museo del Novecento di Milano, delle Gallerie d'Italia – Intesa Sanpaolo, della Collezione Farnesina, del museo d'arte moderna e contemporanea di Udine e della Civica Galleria d'arte moderna di Modena. Fonti: claudioverna.it, comunicato LABS Contemporary Art / Settore Musei Civici Bologna.
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