Quanto colore può dissolversi prima che sulla tela resti soltanto luce?
Claudio Olivieri costruisce l'immagine sottraendo, non aggiungendo: sovrappone velature di colore trasparenti sulla tela e poi sulla carta finché ogni gesto riconoscibile sparisce, e a comporre la superficie resta soltanto la luce. Negli anni 70 abbandona la pittura informale e gestuale per costruire superfici dove il colore non descrive più nulla al di fuori di se stesso, in dialogo con la Pittura Analitica teorizzata dal critico Filiberto Menna. Dagli anni 80 sostituisce progressivamente la tela con grandi fogli di carta, un supporto più leggero che accentua la rarefazione del segno fino a farne una fonte di luce propria.
Nato a Roma nel 1934, Olivieri cresce a Mantova e si trasferisce a Milano nel 1953, dove studia pittura all'Accademia di Brera. Debutta nel 1959-60 con una pittura informale e gestuale, presentata in una personale al Salone Annunciata nel 1960. Viene invitato alla Biennale di Venezia nel 1966, alla Quadriennale di Roma nel 1973 e, nel 1977, a Documenta 6 di Kassel da Manfred Schneckenburger, tra i pochi italiani presenti, accanto a pittori come Claudio Verna, Pino Pinelli, Marco Gastini ed Elio Marchegiani. Torna più volte alla Biennale (1980, 1986, 1990) con sale personali. Insegna pittura e arti visive alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano dal 1993 al 2011 ed entra nell'Accademia Nazionale di San Luca nel 2008. Muore a Milano il 16 dicembre 2019.
Pittura AnaliticaProtagonista della corrente teorizzata da Filiberto Menna
Luce come materiaTrasforma il colore in fonte di luce sulla tela
Dalla tela alla cartaNegli anni 80 alleggerisce il segno sul grande formato
Documenta e BiennaleInvitato a Documenta 6 (1977) e più edizioni della Biennale
Contesto della ricerca
Quando emerge
Inizio anni 1960
Formazione
Accademia di Belle Arti di BreraMilano, IT 🇮🇹
Temi
Pittura analiticaLuce e coloreGesto e segnoSuperficie pittoricaDematerializzazioneSpazio cromatico
Linguaggi & media
Pittura a olio su telaPittura su carta
Art Figures
Filiberto Menna ·Critico che teorizzò la Pittura Analitica, corrente in cui fu inserito il lavoro di OlivieriClaudio Verna ·Pittore associato alla stessa area della Pittura Analitica, con cui espose in collettivePino Pinelli ·Pittore con cui condivise la mostra Opere 1990-2010Manfred Schneckenburger ·Curatore che lo invitò a Documenta 6 di Kassel nel 1977
Art Spaces
Salone Annunciata, Milano ·Sede della sua prima mostra personale nel 1960Westfälischer Kunstverein, Münster ·Sede di una sua mostra personale nel 1974Accademia Nazionale di San Luca, Roma ·Istituzione di cui divenne membro nel 2008
Cronologia della ricerca
1934Nascita
Nasce a Roma e cresce a Mantova.
1953Trasferimento a Milano
Si trasferisce a Milano, città dove vivrà fino alla morte.
1959-1960Debutto
Debutta con una pittura informale e tiene la prima personale al Salone Annunciata nel 1960.
1966Biennale di Venezia
Viene invitato per la prima volta alla Biennale di Venezia.
1973Quadriennale di Roma
Partecipa alla Quadriennale di Roma.
1977Documenta 6
Invitato a Documenta 6 di Kassel da Manfred Schneckenburger.
1980-1990Sale personali in Biennale
Torna più volte alla Biennale di Venezia con sale personali.
1993-2011Insegnamento
Insegna pittura e arti visive alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano.
2019Morte
Muore a Milano il 16 dicembre, a 85 anni.
Mostre, formazione e collezioni
1966Biennale di Venezia
Prima partecipazione alla Biennale di Venezia.
1973Quadriennale di Roma
Partecipa alla rassegna nazionale romana.
1974Westfälischer Kunstverein, Münster
Mostra personale in Germania.
1977Documenta 6, Kassel
Partecipa a Documenta tra i pochi italiani invitati.
2006Galleria Claudio Poleschi, Lucca
Retrospettiva dedicata al suo percorso pittorico.
2024Progettoarte Elm, Milano
Mostra postuma “Pittura oltre la pittura” curata da Francesco Tedeschi.