Che cosa succede quando il denaro diventa materiale d'arte?
Cesare Pietroiusti nasce a Roma nel 1955. Si laurea in Medicina nel 1979 con una tesi in Clinica Psichiatrica: nessuna fonte conferma però un'attivita' clinica effettivamente esercitata. Nel 1977 entra in contatto con l'artista Sergio Lombardo: insieme fondano il Centro Studi Jartrakor, spazio indipendente di ricerca a Roma, e nel 1979 la Rivista di Psicologia dell'Arte.
La sua ricerca attraversa arte concettuale, performativa e relazionale, con attenzione a situazioni paradossali o insignificanti della vita quotidiana. Dagli anni 2000 si concentra su denaro, scambio e paradossi del capitalismo: dal 2004 altera in modo permanente banconote altrui, dona decine di migliaia di disegni originali firmati, ingerisce banconote durante un'asta e le restituisce dopo. Nel 2007, con il collettivo Space di Bratislava, fonda Evolution de l'Art, definita la prima galleria a trattare solo opere immateriali.
Espone nella sezione Aperto della Biennale di Venezia (1990) e, nel 1999, alla 48ª Biennale (dAPERTutto, cur. Harald Szeemann) con il Progetto Oreste. Nel 2010 il MAXXI di Roma gli dedica Spazio; nel 2016 partecipa alla 16ª Quadriennale di Roma. Tra il 2019 e il 2020 il MAMbo di Bologna gli dedica la prima antologica museale, Un certo numero di cose, curata da Lorenzo Balbi: 63 oggetti-anno dal 1955 al 2018. Dal 2018 al 2022 presiede l'Azienda Speciale Palaexpo, che gestisce Palazzo delle Esposizioni, Scuderie del Quirinale e MACRO.
DenaroBanconote alterate, ingerite e donate rimettono in circolo il valore.
ParadossoSituazioni irrazionali della vita quotidiana diventano materiale d'arte.
RelazionalitàIl pubblico, spesso inconsapevole, entra a far parte dell'opera.
DonoDecine di migliaia di disegni donati aggirano il mercato.
Contesto della ricerca
Quando emerge
Dal 1977, con il Centro Studi Jartrakor; dagli anni 2000 la ricerca si concentra su denaro e paradossi del capitalismo
Formazione
1979 · Laurea in Medicina, tesi in Clinica Psichiatrica
Temi
DenaroParadossoRelazionalitàDono
Linguaggi & media
PerformanceAzioneInstallazioneScritturaSuono
Cicli/Opere chiave
1978-2008 · Pensieri non funzionali - un centinaio di idee/azioni apparentemente assurde, realizzabili da chiunque come opera; libro pubblicato nel 1997, Studio Morra, Napoli1988 · Bar di Radda in Chianti - fotografa i graffiti del bagno di un bar e li applica in scala 1:1 sulla faccia esterna della stessa portadal 2004 · Alterazione di banconote altrui - modifica in modo irreversibile l'aspetto di banconote appartenenti ad altre persone2003 · Riserva Artificiale - opera collettiva con studenti dell'Accademia di Belle Arti di Venezia dedicata a Porto Marghera, 50ª Biennale di Venezia2019-2020 · Un certo numero di cose - prima antologica museale, MAMbo Bologna, cur. Lorenzo Balbi, 63 oggetti-anno dal 1955 al 20182024 · Newton - opera sonora su LP prodotta da Xing, registrazioni di cadute accidentali di oggetti
Art Figures
Sergio Lombardo · artista e teorico dell'arte eventualista; con lui Pietroiusti fonda nel 1977 il Centro Studi Jartrakor e nel 1979 la Rivista di Psicologia dell'ArteHarald Szeemann · curatore della 48ª Biennale di Venezia (1999, dAPERTutto); invita il Progetto Oreste, coordinato da PietroiustiLorenzo Balbi · curatore della prima antologica museale di Pietroiusti, Un certo numero di cose (MAMbo, 2019-2020), all'epoca direttore del museo
Artisti correlati
Stefano Arienti · compagno della mostra a due Regali e regole, MAMbo, 2008
Art Spaces
The Gallery Apart · Roma, Italia · mostre personali Valori e Materia paterna · 2025Galleria Michela Rizzo · Venezia, Italia · prima personale con la galleria, Tecnologie obsolete e processi di produzione semplici · 2024
Cronologia della ricerca
1977-1979Formazione e esordio
Incontra Sergio Lombardo e con lui fonda il Centro Studi Jartrakor; prima mostra collettiva, Quattro artisti inediti, novembre 1977. Si laurea in Medicina nel 1979 e co-fonda la Rivista di Psicologia dell'Arte.
Anni '80Il Gruppo di Piombino
Con Salvatore Falci, Stefano Fontana, Pino Modica e Domenico Nardone pratica un'arte relazionale che coinvolge pubblico inconsapevole, anticipando di circa un decennio l'arte relazionale successiva.
1990-1999Le Biennali di Venezia
Espone nella sezione Aperto (1990) e, nel 1999, alla 48ª Biennale, dAPERTutto, curata da Harald Szeemann, con il Progetto Oreste.
2003-2007Denaro e paradosso
Presenta Riserva Artificiale alla 50ª Biennale di Venezia (2003); dal 2004 altera banconote altrui e dona disegni firmati; nel 2007 fonda Evolution de l'Art e porta Paradoxycal Economy all'Ikon Gallery di Birmingham.
2016-2022Dalla Quadriennale a Palaexpo
Partecipa alla 16ª Quadriennale di Roma (2016); tra il 2019 e il 2020 il MAMbo di Bologna gli dedica la prima antologica museale. Dal 2018 al 2022 presiede l'Azienda Speciale Palaexpo.
2024-2025Nuovi materiali
Pubblica l'opera sonora Newton (LP, Xing, 2024) e presenta Parete di disegni; nel 2025 The Gallery Apart gli dedica la personale Materia paterna, costruita con oggetti dello studio del padre scomparso.
Passaggi istituzionali
1990Biennale di Venezia
Sezione Aperto.
199948ª Biennale di Venezia
Sezione dAPERTutto, curata da Harald Szeemann; partecipazione del Progetto Oreste, coordinato da Pietroiusti.
2010MAXXI, Roma
Mostra Spazio.
2016Quadriennale di Roma
16ª edizione, sezione I Would Prefer Not To / Preferirei di no, curata da Simone Ciglia e Luigia Lonardelli, Palazzo delle Esposizioni.
2019-2020MAMbo, Bologna
Prima antologica museale, Un certo numero di cose / A Certain Number of Things, curata da Lorenzo Balbi, 4 ottobre 2019 - 6 gennaio 2020.
2018-2022Azienda Speciale Palaexpo, Roma
Presidente del Consiglio di Amministrazione, dal 19 luglio 2018 al 2022.
Premi e riconoscimenti
1999Premio Francesca Alinovi
Bologna; oggi ridenominato Premio Alinovi Daolio.
2018Italian Council
IV edizione del bando del Ministero per i Beni e le Attività Culturali; il sostegno finanzia il workshop legato alla retrospettiva Un certo numero di cose, con tappe a MAMbo Bologna e Grazer Kunstverein.
FONTI VERIFICATEFonti primarie e secondarie lette: MAXXI, MIT ACT, myartguides, NERO Editions, Les presses du réel, Wunderkammern, finestresullarte, e-flux (MAMbo), più pagine Artribune (bio, intervista MAMbo, annuncio presidenza Palaexpo, Galleria Michela Rizzo, The Gallery Apart, I Martedì Critici), archivioraam.org, Isabella Stewart Gardner Museum, formerwest.org, Wikipedia (it), Google Arts & Culture, comunicato ufficiale cultura.gov.it sui vincitori della IV edizione di Italian Council, quadriennalediroma.org. Nessun dominio irraggiungibile o bloccato.DISCORDANZE1) Data di nascita: Wikipedia e Google Arts & Culture indicano il 21 marzo 1955, le fonti istituzionali dirette riportano solo l'anno, senza conferma primaria indipendente del giorno. 2) Titolo della tesi di laurea: la maggior parte delle fonti parla solo di una tesi in Clinica Psichiatrica; il Gardner Museum riporta invece il titolo "Effects of suggestion in psychotherapy", non confermato altrove. 3) Attività clinica: nessuna fonte conferma che Pietroiusti abbia esercitato la professione medica o psichiatrica; risulta solo la laurea e la tesi. 4) Residenza: quasi tutte le fonti indicano Roma; solo il Gardner Museum riporta "Rome and New York", fonte isolata e con un errore di battitura nel nome dell'artista. 5) Edizione della Biennale 1999: MAXXI parla di "50th Venice Biennale", le altre fonti collocano correttamente il Progetto Oreste alla 48ª Biennale; il dato MAXXI appare un errore interno alla fonte. 6) Datazione del Gruppo di Piombino: Wikipedia la indica a fine anni '80, Artribune a metà anni '80. 7) Hayward Gallery, Londra: myartguides indica "Wide Open Space" (2012), formerwest.org "Wide Open School" (2011); non è chiaro se coincidano. 8) Premio Francesca Alinovi 1999: riportato da due fonti editoriali indipendenti, non da un albo d'oro ufficiale del premio. 9) Collezioni museali: nessuna fonte conferma l'acquisizione permanente di opere in una collezione pubblica o privata; vuoto informativo, non dato negativo. 10) Rappresentanza di galleria: nessuna fonte dichiara un rapporto di rappresentanza esclusiva; sono documentate solo mostre personali recenti presso The Gallery Apart e Galleria Michela Rizzo. 11) Durata dell'incarico allo IUAV e del ruolo alla Fondazione Ratti: le fonti divergono sulle date (IUAV 2004-2015 o 2004 in corso; Fondazione Ratti membro dal 2005 o curatore CSAV 2006-2011). 12) Anno di "Tenkalaut": MIT ACT indica 2007, Wikipedia (it) indica 2005.