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Arthur Jafa

Arthur Jafa
Tupelo, Stati Uniti, 1960
LA DOMANDA FONDAMENTALE

Come convivono bellezza e violenza nella stessa immagine?

Jafa arriva all'arte visiva dopo oltre vent'anni come direttore della fotografia, e porta con sé un montaggio costruito sul found footage: immagini prelevate da notiziari, video amatoriali, film, clip musicali, rimesse insieme non per raccontare una storia ma per far oscillare lo spettatore tra registri opposti. Con il team dello studio TNEG, fondato con Malik Hassan Sayeed ed Elissa Blount Moorhead, sviluppa quella che chiamano "black visual intonation": variazioni di velocità e ripetizioni del fotogramma che fanno "parlare" l'immagine in movimento come una voce nera si inflette nel canto, piegando una nota come nel blues.

In "Love Is the Message, the Message Is Death" (2016), montato su "Ultralight Beam" di Kanye West, violenza polizesca, momenti del movimento per i diritti civili e istanti di pura gioia nera scorrono senza indicazioni su cosa pesi di più. In "akingdoncomethas" (2018), found footage su sermoni e rituali delle chiese nere pentecostali, lo stesso principio si dilata nel tempo invece che condensarsi in pochi minuti. Non c'è una sintesi finale, né una voce fuori campo che indichi come leggere le immagini.

Con "The White Album" (2018-2019), commissionato da BAMPFA a Berkeley, lo sguardo si sposta: non più solo il materiale sulla vita nera americana, ma le reazioni dei pubblici bianchi al razzismo. Presentata in versione ampliata alla Biennale di Venezia nel 2019, l'opera vince il Leone d'Oro come miglior partecipante.

IDENTITÀ NERAla vita nera americana al centro dell'immagine
VIOLENZAfootage di violenza accostato ad altro materiale senza commento
MUSICAil montaggio costruito come una partitura
FOUND FOOTAGE E ARCHIVIOmateriale trovato, prelevato da notiziari e film
LUTTO E BELLEZZA NERAil dolore e la bellezza nello stesso fotogramma

Contesto della ricerca

Quando emerge
2016, con "Love Is the Message, the Message Is Death", presentato da Gavin Brown's enterprise a New York pochi giorni dopo le elezioni USA del 2016, dopo oltre vent'anni di carriera nel cinema come direttore della fotografia
Formazione
Howard University, Washington D.C.
Temi
Identità neraViolenzaMusicaFound footage e archivioLuttoBellezza nera
Linguaggi & media
Video e montaggio di found footageFotografiaSculturaInstallazione
Cicli/Opere chiave
2013 · APEX - sequenza di immagini pop e found footage, collezione MoMA2016 · Love Is the Message, the Message Is Death - montato su "Ultralight Beam" di Kanye West2018 · akingdoncomethas - sermoni e rituali delle chiese nere2018-2019 · The White Album - Leone d'Oro a Venezia
Art Figures
Julie Dash · collaboratrice storica, ex moglieMalik Hassan Sayeed · co-fondatore con Jafa dello studio TNEGElissa Blount Moorhead · co-fondatrice con Jafa dello studio TNEG
Artisti correlati
Art Spaces
Sprüth Magers · Los Angeles, Berlino, Londra · rappresentanza, in cooperazione con Gladstone Gallery, New York, dal 2024Sadie Coles HQ · Londra
Collezioni
Metropolitan Museum of Art, New YorkMoMA, New YorkWhitney Museum, New YorkStudio Museum in HarlemBrooklyn MuseumHirshhorn Museum, WashingtonTate, LondraStedelijk Museum, AmsterdamFondation LVMH, ParigiPinault Collection, ParigiLUMA Foundation, Arles

Cronologia della ricerca

1980-2015Direttore della fotografia

Nato a Tupelo, Mississippi, il 30 novembre 1960, cresce a Clarksdale e studia architettura e cinema alla Howard University. Lavora come direttore della fotografia: "Daughters of the Dust" (1991, regia Julie Dash, premio Sundance per la fotografia), collaborazioni con Spike Lee, assistente alla fotografia in "Eyes Wide Shut" (1999, Stanley Kubrick), videoclip per Solange Knowles, Jay-Z e Kanye West. Co-fonda con Malik Hassan Sayeed lo studio TNEG.

2016-2017La svolta verso l'arte visiva

"Love Is the Message, the Message Is Death" debutta da Gavin Brown's enterprise a New York. Nello stesso anno è in "Made in L.A. 2016" all'Hammer Museum; nel 2017 personale alla Serpentine Gallery di Londra.

2018-2019Consolidamento internazionale

"The White Album", commissionato dal BAMPFA nel 2018, viene seguito dalla versione ampliata alla 58ma Biennale di Venezia nel 2019, dove vince il Leone d'Oro come miglior partecipante. Realizza anche "akingdoncomethas"; personale al Moderna Museet di Stoccolma.

2020-2026Istituzioni e eredità

Personale a Glenstone (2021), "Live Evil" alla LUMA Foundation di Arles (2022), "nativemanson" da Sprüth Magers a Los Angeles (2024). Nel 2025-2026 cura "Artist's Choice: Arthur Jafa, Less Is Morbid" al MoMA, selezionando con Thomas Lax oltre 80 opere della collezione permanente.

Passaggi istituzionali

2016Hammer Museum, Los Angeles

"Made in L.A. 2016"; nello stesso anno, prima personale "Love Is the Message, the Message Is Death" da Gavin Brown's enterprise, New York

2017Serpentine Gallery, Londra

"A Series of Utterly Improbable, Yet Extraordinary Renditions"

2018BAMPFA, Berkeley

Commissiona "The White Album"

2019Biennale di Venezia

"May You Live In Interesting Times", a cura di Ralph Rugoff, con la versione ampliata di "The White Album"; nello stesso anno, personale al Moderna Museet di Stoccolma

2021Glenstone, Maryland

Personale

2022LUMA Foundation, Arles

"Live Evil"

2024Sprüth Magers, Los Angeles

"nativemanson"

2025MoMA, New York

"Artist's Choice: Arthur Jafa, Less Is Morbid", co-curata con Thomas Lax: una selezione di oltre 80 opere dalla collezione permanente del museo

Premi e riconoscimenti

2018Herb Alpert Award

2019Leone d'Oro - Biennale di Venezia

Miglior partecipante alla 58ma Esposizione Internazionale d'Arte "May You Live In Interesting Times" (curatore Ralph Rugoff), per "The White Album"

2019Prix International d'Art Contemporain (PIAC)

Fondation Prince Pierre de Monaco, 75.000 euro, per "Love Is the Message, The Message Is Death"

FONTI VERIFICATE

Wikipedia; biografia ufficiale Sadie Coles HQ; comunicato ufficiale La Biennale di Venezia / Biennale Foundation per l'assegnazione del Leone d'Oro 2019; materiali istituzionali BAMPFA sulla commissione di "The White Album"; pagine di collezione e di mostra del MoMA.

DISCORDANZE

Il ruolo in "Eyes Wide Shut" (1999) è di assistente alla fotografia, non di direttore della fotografia principale. Il concetto di "black visual intonation" va presentato come tecnica sviluppata insieme al team dello studio TNEG, non come invenzione esclusiva rivendicata da Jafa da solo. Il premio al Sundance Film Festival (1991) è un riconoscimento cinematografico, distinto dai premi d'arte visiva elencati sopra.

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