Jafa arriva all'arte visiva dopo oltre vent'anni come direttore della fotografia, e porta con sé un montaggio costruito sul found footage: immagini prelevate da notiziari, video amatoriali, film, clip musicali, rimesse insieme non per raccontare una storia ma per far oscillare lo spettatore tra registri opposti. Con il team dello studio TNEG, fondato con Malik Hassan Sayeed ed Elissa Blount Moorhead, sviluppa quella che chiamano "black visual intonation": variazioni di velocità e ripetizioni del fotogramma che fanno "parlare" l'immagine in movimento come una voce nera si inflette nel canto, piegando una nota come nel blues.
In "Love Is the Message, the Message Is Death" (2016), montato su "Ultralight Beam" di Kanye West, violenza polizesca, momenti del movimento per i diritti civili e istanti di pura gioia nera scorrono senza indicazioni su cosa pesi di più. In "akingdoncomethas" (2018), found footage su sermoni e rituali delle chiese nere pentecostali, lo stesso principio si dilata nel tempo invece che condensarsi in pochi minuti. Non c'è una sintesi finale, né una voce fuori campo che indichi come leggere le immagini.
Con "The White Album" (2018-2019), commissionato da BAMPFA a Berkeley, lo sguardo si sposta: non più solo il materiale sulla vita nera americana, ma le reazioni dei pubblici bianchi al razzismo. Presentata in versione ampliata alla Biennale di Venezia nel 2019, l'opera vince il Leone d'Oro come miglior partecipante.
Nato a Tupelo, Mississippi, il 30 novembre 1960, cresce a Clarksdale e studia architettura e cinema alla Howard University. Lavora come direttore della fotografia: "Daughters of the Dust" (1991, regia Julie Dash, premio Sundance per la fotografia), collaborazioni con Spike Lee, assistente alla fotografia in "Eyes Wide Shut" (1999, Stanley Kubrick), videoclip per Solange Knowles, Jay-Z e Kanye West. Co-fonda con Malik Hassan Sayeed lo studio TNEG.
"Love Is the Message, the Message Is Death" debutta da Gavin Brown's enterprise a New York. Nello stesso anno è in "Made in L.A. 2016" all'Hammer Museum; nel 2017 personale alla Serpentine Gallery di Londra.
"The White Album", commissionato dal BAMPFA nel 2018, viene seguito dalla versione ampliata alla 58ma Biennale di Venezia nel 2019, dove vince il Leone d'Oro come miglior partecipante. Realizza anche "akingdoncomethas"; personale al Moderna Museet di Stoccolma.
Personale a Glenstone (2021), "Live Evil" alla LUMA Foundation di Arles (2022), "nativemanson" da Sprüth Magers a Los Angeles (2024). Nel 2025-2026 cura "Artist's Choice: Arthur Jafa, Less Is Morbid" al MoMA, selezionando con Thomas Lax oltre 80 opere della collezione permanente.
"Made in L.A. 2016"; nello stesso anno, prima personale "Love Is the Message, the Message Is Death" da Gavin Brown's enterprise, New York
"A Series of Utterly Improbable, Yet Extraordinary Renditions"
Commissiona "The White Album"
"May You Live In Interesting Times", a cura di Ralph Rugoff, con la versione ampliata di "The White Album"; nello stesso anno, personale al Moderna Museet di Stoccolma
Personale
"Live Evil"
"nativemanson"
"Artist's Choice: Arthur Jafa, Less Is Morbid", co-curata con Thomas Lax: una selezione di oltre 80 opere dalla collezione permanente del museo
Miglior partecipante alla 58ma Esposizione Internazionale d'Arte "May You Live In Interesting Times" (curatore Ralph Rugoff), per "The White Album"
Fondation Prince Pierre de Monaco, 75.000 euro, per "Love Is the Message, The Message Is Death"
Wikipedia; biografia ufficiale Sadie Coles HQ; comunicato ufficiale La Biennale di Venezia / Biennale Foundation per l'assegnazione del Leone d'Oro 2019; materiali istituzionali BAMPFA sulla commissione di "The White Album"; pagine di collezione e di mostra del MoMA.
Il ruolo in "Eyes Wide Shut" (1999) è di assistente alla fotografia, non di direttore della fotografia principale. Il concetto di "black visual intonation" va presentato come tecnica sviluppata insieme al team dello studio TNEG, non come invenzione esclusiva rivendicata da Jafa da solo. Il premio al Sundance Film Festival (1991) è un riconoscimento cinematografico, distinto dai premi d'arte visiva elencati sopra.
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