Andrea Mauti presenta assemblaggi che trasformano scarti industriali, polistirolo e cera in oggetti dal carattere quasi archeologico, reperti immaginari di un presente già fossile. Il lavoro sospende memoria e proiezione futura, mescolando pittura e scultura in forme fragili e stratificate, segnate da una contaminazione continua tra artificiale e organico. Testo critico di Quinn Latimer. Opening venerdì 25 settembre 2026 ore 18.00.
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