Prima personale di KIM Inbai in galleria dopo dodici anni, allestita in tutti gli spazi della sede. Riunisce circa ventinove opere inedite, fra sculture e lavori bidimensionali, che riprendono la sua ricerca sulla sensazione di assenza affrontata con metodo scultoreo. Il titolo rimanda al romanzo di Georges Perec e introduce la distanza incolmabile fra lo sguardo che cerca di afferrare un soggetto e la sua reale esistenza. Ogni piano sviluppa un approccio diverso: sculture realizzate a vista impedita e affidate al tatto, opere sul punto di fuga costruite sulla vicinanza anziché sulla distanza, segnaletica stradale come linea virtuale che attraversa le barriere fisiche.
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