Prima personale dell’artista in un’istituzione italiana. Gli assemblaggi scultorei partono dal vocabolario formale dell’iris e della strelitzia, non per riprodurli ma per indagare materia e superficie: elementi organici ottenuti con scansione 3D, calchi e fusioni in gesso, bronzo e cemento si combinano con componenti industriali, tessuti di recupero e indumenti personali. La disposizione nello spazio è parte dell’opera, e la ripetizione genera pose che suggeriscono movimento più che stasi.
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