Collettiva che prende il titolo dal romanzo di Philip Roth e riunisce otto pittori che si misurano con la figura umana e le sue zone di ambiguità. La macchia è insieme metafora, ciò che resta sospeso e non del tutto leggibile nell’immagine, e presenza materiale, nella pennellata e nelle tracce di colore. Fra le opere: Woman with Peach in the Sun di Guy Yanai, 2026, olio su lino, 46×51 cm; Allegory IV di Erin Lawlor, 2020, olio su tela, 150×100 cm; the intent tempts this di Ivan Seal, 2015, olio su tela, 167×200 cm; The Golden Hour di Alessandro Pessoli, 2023, olio, spray e matite su tela, 196×145 cm; Alice II di Emilio Gola, 2026, olio su tela, 180×115 cm, e il carboncino Noonday Demon; sei tele recenti di Gideon Rubin, fra cui Standing In A Boat e Blue Kimono. Rubin sottrae i tratti del volto rendendo i soggetti presenze anonime e archetipiche; Orr lavora sulla soglia fra naturale e soprannaturale guardando alla pittura britannica dell’Ottocento e a Turner; Ajerman procede senza premeditazione, per libere associazioni. — Monica De Cardenas, Milano — monicadecardenas.com.
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