Mostra a due voci che mette a confronto la sudafricana Michaela Younge e il britannico Rhys Coren negli spazi del project space della galleria. Il titolo tedesco «gegenüber» significa «di fronte a», «dirimpetto», e allude tanto alla disposizione fisica delle opere quanto a una relazione fra soggetti che si guardano; il sottotitolo inglese introduce esplicitamente il tema della paura del vuoto. Younge realizza arazzi in feltro ricamato con scene affollate, grottesche e narrative, popolate da figure umane e animali in situazioni assurde; Coren lavora invece con superfici in legno intarsiato e composizioni astratte dai colori piatti, spesso legate al ritmo, al linguaggio e all'animazione. Il testo di accompagnamento pubblicato dal Lab non è un comunicato tradizionale ma un montaggio di citazioni letterarie, teoriche e musicali — da Flannery O'Connor a Virginia Woolf, da Claire Bishop a Han Kang, da Roberto Bolaño a David Wojnarowicz — che funziona come costellazione di riferimenti attorno ai temi del vuoto, della bellezza, della vergogna e della grazia. EIGEN + ART Lab, Torstraße 220, Berlino — lab.eigen-art.com. Immagine: veduta dell'allestimento, 2026. Courtesy EIGEN + ART Lab, Berlino, e gli artisti.
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