Prima personale milanese di Reverie (Vinci, 1994), il cui nome è anagrafico, scelto dal padre in omaggio alla Poetica della rêverie di Gaston Bachelard. La mostra riunisce scultura, poesia, suono, immagine in movimento e performance attorno a tre temi — la fame, l’amore e la morte — sviluppando il rito collettivo su cui l’artista lavora dal 2023. Fra le opere: una lingua bovina attraversata da spine d’acacia fuse in bronzo verde; ragni in ceramica con l’impronta dello stomaco bovino; bozzoli di falena infilzati su sedili di utilitaria; un busto in bronzo stretto da un collare metallico; un cranio di puledra modificato con un morso e tenuto aperto da una kettlebell da dodici chili. In Luna un lampione degli anni Settanta custodisce sei ore di messaggi vocali inviati a uomini incontrati su app di incontri; nel video senza sonoro Educazione sentimentale l’artista e una sex worker transgender si incontrano in un hotel a ore e conversano solo per gesti. Il 15 settembre la performance di stand-up comedy Mangiata viva. Testo di Milovan Farronato, scritto in prima persona. — C+N Gallery CANEPANERI, Foro Buonaparte 48, Milano — canepaneri.com.
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