Personale di Augustin Katz (1995, Francia; lavora fra Francia e Italia), la prima nella sede milanese dopo For My Sake, This Storm Has Come del 2024 a Napoli. I dittici del narghilè si dispiegano come una catena di punti di fuga concatenati, o grani di un rosario: il loro essere oggetti fissi conta meno delle meccaniche d’uso che incarnano, accensione, filtrazione, combustione, ricircolo, e il formato del dittico blocca lo sguardo in orizzontale come la lettura di una frase. La maggior parte dei dipinti è lavorata senza telaio: asciugandosi, la tela si contrae mentre è fissata alla parete e lascia increspature, come i segni dei tiranti su una pelle che si restringe. L’inquadratura è sempre inclinata, e mina l’autorità del formato facendo sembrare le opere strappate da un insieme più grande. Motivo, ripetizione e materia non sono al servizio dell’immagine: sono modi di pensare, forme di organizzazione la cui intelligenza precede la figurazione. La mostra non ha titolo. Foto Piercarlo Quecchia. — Zazà, Via Gasparotto 4, Milano — z-a-z-a.space.
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