Un dialogo formale e concettuale fra due artisti americani di generazioni diverse, condotto attraverso una forma spaziale di astrazione sospesa fra struttura, superficie e architettura. I dipinti di Nassos Daphnis — ampi piani di colori primari, dalla fine degli anni Cinquanta agli anni Novanta, con la serie dei Pioneers e le serie Flame e Transmitting Waves — incontrano sculture, installazioni e modelli architettonici che Rita McBride ha realizzato negli ultimi trent'anni in vetro, marmo, bronzo, alluminio e legno, insieme agli arazzi che riproducono i pattern di calibrazione televisiva. Le linee, bidimensionali in Daphnis e materializzate in strutture tridimensionali in McBride, modellano la percezione e guidano il movimento di chi attraversa le sale. Daphnis, pioniere dell'Hard-Edge Painting rappresentato da Leo Castelli fra il 1958 e il 1998; McBride, nota per una pratica multidisciplinare che porta la scultura nella sfera pubblica.
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