Underworld II: Residue è il secondo capitolo del ciclo Underworld e ne costituisce il pannello centrale, fra Harvester dedicato alla vita e il futuro Arcadia dedicato alla morte. L'origine del progetto sta nel mito della Kowloon Walled City, l'enclave iperdensa di Hong Kong cresciuta fuori da ogni pianificazione urbana fra il 1945 e il 1994 fino a diventare un intreccio di sistemi sovrapposti e strutture informali. A Frido Evers non interessa la città come fenomeno storico, quanto ciò che essa ha lasciato come immagine mentale: un luogo in cui i sistemi continuano a funzionare anche quando il quadro che li teneva insieme comincia a cedere. Il ciclo non parla di oscurità o di caos, ma di persistenza: idee che sopravvivono alla fede che le sosteneva, architetture che restano in piedi dopo la fine della loro funzione. In mostra un ambiente architettonico frammentato fatto di vetrine, passaggi, sistemi di stoccaggio, collage, strutture scultoree e una stanza collocata in cima all'installazione. Bærum Kunsthall, Odd Nansens vei 19, Fornebu — baerumkunsthall.no. Immagine: veduta della mostra, courtesy Bærum Kunsthall.
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