La mostra assume la pace non come esito scontato ma come costruzione, e la interroga attraverso la pratica artistica. Il presupposto è che il cammino verso una pace duratura ecceda le misure politiche, economiche e di sicurezza, e chiami in causa l'arte e la cultura come strumenti di elaborazione e riconciliazione nelle società uscite da un conflitto. L'arco temporale va dagli anni Novanta a oggi e mette in parallelo la traiettoria politica irlandese con quella di altri paesi europei passati dal conflitto a una stabilità democratica. La collezione di IMMA costituisce l'ossatura del percorso, integrata da lavori nati nell'ambito del programma di residenza Dwell Here. Vi confluiscono pratiche performative, video, fotografia e installazione, spesso costruite su testimonianze e archivi. Il titolo suggerisce che la pace vada pensata come tecnologia, cioè come insieme di procedure e strumenti da progettare e mantenere. Irish Museum of Modern Art, Royal Hospital Kilmainham, Dublino — imma.ie. Immagine: Vlad Nancă, I don't know what Union I want to belong to anymore, 2003, serigrafia su tessuto. Courtesy dell'artista.
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