La mostra accosta due pratiche artistiche molto diverse, distanti fra loro quasi settant'anni, e ne fa emergere le corrispondenze. Da un lato Camille Souter (1929–2023), presentata con una delle rassegne più ampie mai dedicate al suo lavoro: dipinti che vanno dagli anni Cinquanta fino a una delle ultime tele, accompagnati da materiali d'archivio e taccuini di studio. Dall'altro Alberta Whittle, nata nel 1980, con film immersivi, installazioni scultoree, collage e momenti performativi dal vivo. Entrambe le artiste guardano a questioni ecologiche e umanitarie, attraversando i temi dell'estrazione e dell'uso del suolo, della geologia e del clima, dell'industrializzazione e del lavoro, dello spostamento e della migrazione. Gli approcci restano distinti: Whittle insiste sulla dimensione politica, Souter parte dall'osservazione ravvicinata del mondo naturale. Il confronto genera intersezioni stratificate, in cui pittura e immagine in movimento si illuminano a vicenda. Irish Museum of Modern Art, Royal Hospital Kilmainham, Dublino — imma.ie. Immagine: Camille Souter, We All Went Down to the River, 1962, olio su carta su tavola. Collection of the Arts Council / An Chomhairle Ealaíon; © Estate of Camille Souter, IVARO Dublin, 2026.
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