Nuovo ciclo di dipinti di Caragh Thuring, accompagnato da un testo di Jennifer Higgie. Il lavoro dell'artista ruota attorno a ciò che resta nascosto o solo parzialmente visibile: sottomarini e vulcani, motivi ricorrenti fin dagli esordi, funzionano come metafore di forze latenti pronte a emergere — Thuring è cresciuta vicino a Dunoon, in Scozia, di fronte alla base sottomarina di Holy Loch. Accanto compaiono soggetti minimi e apparentemente trascurabili, mattoni, griglie, corde, nuvole, fiori, cerotti: composizioni costruite per accumulo, in cui i registri visivi si sovrappongono come pensieri nel corso di una lunga giornata. La pittura procede rapida, con disegno sciolto e campiture stese di getto, ma alcune tele restano ferme per mesi o anni prima di essere concluse, e ampie porzioni di lino lasciate grezze introducono pause e respiro. Fra i lavori esposti figurano «The Annunciation», groviglio allucinato di santi e gigli, «Starlink», con i satelliti in orbita disposti in un cerchio perfetto, «World Trade» e «Storm». Orari: martedì–venerdì 11:00–18:00, sabato 12:00–18:00. Thomas Dane Gallery, 3 & 11 Duke Street St James's, Londra — thomasdanegallery.com. Immagine: veduta dell'allestimento, 2026. Photo: Eva Herzog. Courtesy l'artista e Thomas Dane Gallery.
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