Il musée Fabre riapre il caso di un suo dipinto enigmatico, l'Hérodiade portant la tête de saint Jean-Baptiste, entrato discretamente nelle collezioni nel 1854 e a lungo ignorato. L'opera, che mescola influenze diffuse nella Roma di inizio Seicento, è stata attribuita a numerosi artisti prima di essere accostata alla cerchia di Simon Vouet e infine assegnata, in mancanza di meglio, al maestro dell'Hérodiade di Montpellier. La mostra, in partenariato con il musée des beaux-arts di Rennes, riunisce una ventina di dipinti e incisioni databili attorno al 1626-1627 e mobilita strumenti di indagine scientifica per circoscrivere la mano dell'anonimo. Il confronto con opere di Claude Vignon, Aubin Vouet, Claude Mellan, Charles Mellin e Virginia Vezzi permette di mostrare al pubblico il meccanismo stesso di un'attribuzione. Musée Fabre, Boulevard Bonne Nouvelle, Montpellier — museefabre.fr. Immagine: courtesy Musée Fabre.
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