Prima mostra personale di Giuditta Branconi in uno spazio istituzionale, con una serie di nuovi dipinti e una grande installazione di tele dipinte in cui il pubblico può entrare fisicamente. Il titolo, «carne da cannone», allude a corpi sacrificabili e a una materia destinata a essere consumata da un sistema più ampio: le immagini dell'artista diventano munizioni di denuncia di un presente violento e oppressivo. La pittura di Branconi è densa e traboccante, si sviluppa sul fronte e sul retro di tessuti sottili moltiplicando i livelli di lettura. L'artista combina riferimenti alti e popolari — letteratura, fumetti, giornali, canzoni, arte asiatica, incisioni vittoriane, tatuaggi — in un labirinto semiotico privo di gerarchie di stile e soggetto. Ne risulta un immaginario eclettico e visionario, una sorta di grottesca contemporanea costruita con tecnica minuziosa. Collezione Maramotti, Via Fratelli Cervi 66, 42124, Reggio Emilia, Reggio Emilia — collezionemaramotti.org.
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