Prima grande retrospettiva in Belgio dedicata alla fotografa messicana Graciela Iturbide, costruita in stretto dialogo con l'artista stessa. La mostra ripercorre oltre cinquant'anni di carriera attraverso circa centosessanta opere, tra immagini in bianco e nero divenute icone, stampe vintage rare, fotografie a colori e provini a contatto. Il titolo riprende una frase tratta da un autoritratto della stessa Iturbide. Il percorso comprende i celebri scatti dedicati alle donne zapoteche di Juchítan, la serie «White Fence» sull'identità comunitaria, le immagini del rito della «Matanza», il lavoro sul popolo seri, fotografie raramente esposte realizzate in India e Bangladesh, e le intime immagini del bagno di Frida Kahlo, rimasto sigillato per cinquant'anni dopo la morte della pittrice. Organizzata originariamente dalla C/O Berlin Foundation.
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