Prima retrospettiva italiana dedicata a Edith Tudor-Hart, figura chiave della fotografia documentaria sociale tra gli anni Trenta e Cinquanta del Novecento, con oltre cento fotografie suddivise in cinque sezioni tematiche su povertà, eventi politici, vita quotidiana, lavoro e infanzia. La mostra racconta anche la sua segreta seconda vita come agente per l'intelligence sovietica, rivelata solo dai documenti britannici desecretati che la collegano al reclutamento della rete di spionaggio dei Cambridge Five.
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