Mostra collettiva a cura di Matilde Scaramellini che riunisce undici artisti di generazioni diverse. Il titolo capovolge la nota metafora manzoniana della fragilità: materiali vulnerabili come ceramica, terracotta, terra cruda, sale e resina diventano qui gesti poetici, spirituali e persino politici, capaci di custodire il tempo e il segno della mano. Le opere dialogano per prossimità e distanza, consonanza e attrito, in un percorso che riflette sulla vulnerabilità come forma di resistenza. Opening sabato 26 settembre 2026 dalle 12 alle 19.
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