La mostra mette in dialogo gli sguardi di due generazioni della stessa famiglia. Maria Noppen de Matteis, pittrice surrealista salentina scomparsa nel 2013, ha viaggiato a lungo fra Europa, Stati Uniti, India, Kenya e Giappone, assorbendo nei suoi quadri simboli mitologici e suggestioni di culture diverse. La figlia Cristina Funes-Noppen, diplomatica e scrittrice, ha ripreso a dipingere dopo il ritiro dalla carriera diplomatica, ispirandosi anche alla simbologia rituale africana. Il nucleo più originale della rassegna è costituito da opere realizzate a quattro mani, in cui il pennello della figlia completa, postumo, lavori incompiuti della madre.
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