Progetto della Scuola di Nuove Tecnologie dell'Arte dell'Accademia di Belle Arti di Brera per i duecentocinquanta anni dell'istituzione, la mostra rovescia l'espressione «user-friendly»: i venti fra artiste, artisti e collettivi riuniti da Domenico Quaranta sono utenti delle tecnologie digitali, ma utenti critici e scomodi. Non si limitano a usare i dispositivi come sono stati progettati — li interrogano, li forzano, ne svelano i meccanismi nascosti, conquistando un linguaggio proprio invece di subire quello imposto dalla tecnologia. Il percorso mette a fuoco il ruolo che la Scuola ha avuto nell'ultimo quarto di secolo nell'arte italiana, attraverso figure che vi hanno insegnato, studiato o entrambe le cose, e dedica un rilievo particolare a due maestri scomparsi nel 2013: Paolo Rosa, fondatore di Studio Azzurro, che la descriveva come un habitat, e Antonio Caronia, teorico dei media e filosofo del cyborg, che ne fece un campo di guerriglia semiotica. Video, modellazione 3D e installazioni multimediali; la pubblicazione che accompagna la mostra, edita da Silvana Editoriale, è distribuita gratuitamente. Ex Chiesa di San Carpoforo, via Marco Formentini 14, Milano — accademiadibrera.milano.it. Immagine: manifesto ufficiale della mostra, courtesy Accademia di Belle Arti di Brera.
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