Come si restituisce l'esperienza interiore di una persona la cui realtà si stacca progressivamente dal mondo esterno. Hubbard ha avviato questo progetto quinquennale nel 2020, mentre le condizioni della madre peggioravano e lei ne diventava la principale caregiver; dopo mesi di paura e isolamento arrivò la diagnosi di una forma di demenza. Il lavoro ruota attorno all'appartamento al primo piano della casa vittoriana della madre, che diventa il palcoscenico di incontri fotografici nati da rituali diversi: la macchina fotografica non è dispositivo di registrazione ma presenza strutturante, che apre pause nelle routine della cura. In diverse sessioni di camera oscura madre e figlia hanno realizzato contatti applicando vaselina come barriera chimica e premendo i corpi sulla carta fotografica, tracce a grandezza naturale che traducono il tatto in immagine. Pareti mobili riprendono in sala la pianta dell'appartamento. Non un ritratto definitivo, ma una costellazione mutevole. Secession, Friedrichstraße 12, Vienna.
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