Isgrò porta la cancellatura, il gesto poetico e critico su lingua, memoria e sapere che pratica dagli anni Sessanta, dentro il repertorio della canzone napoletana. Venticinque spartiti di brani iconici — da «'O sole mio» del 1898 a «Napul'è» del 1977 — vengono cancellati in parte, lasciando affiorare frammenti di testo e di melodia; sulle pagine corrono insetti dipinti che il curatore legge come una coreografia collettiva, immagine della dimensione sociale di quelle canzoni. Completano il percorso tre strumenti ad arco a grandezza reale trattati con lo stesso metodo. «Per vedere bisogna sollevare il velo, facendo uno sforzo, perché l'arte non è mai del tutto», dice l'artista. Sale 81, 83 e 84 del secondo piano. Museo e Real Bosco di Capodimonte, via Lucio Amelio, Napoli — capodimonte.cultura.gov.it. Catalogo Treccani.
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