Concepita per gli spazi della Fondazione — un'ex chiesa che è stata anche istituto medico-pedagogico e sede sanitaria fino al 2015 — la personale di Tomasz Kowalski riattiva le storie stratificate dell'edificio, devozione, contenimento, malattia e introspezione, trasformandole in una presenza psicologica attiva. L'artista lavora sulla questione delle realtà simultanee attraverso la metafora del sanatorio e dell'ospedale psichiatrico, intesi come spazi sospesi fuori dalla temporalità ordinaria, dove la percezione entra in una dimensione liminale e i confini fra memoria, allucinazione, emozione e realtà fisica si fanno indistinti. Fondazione Bonollo, via dell'Eva 1, Thiene.
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