Zsófia Keresztes costruisce creature e corpi frammentari modellando il polistirolo e rivestendolo interamente di piccole tessere di vetro: il mosaico, tecnica che viene dai pavimenti e dalle chiese antiche, diventa la superficie di figure dall'aspetto insieme organico e artificiale. Le forme non restano isolate: catene, nastri e cordoni le legano le une alle altre in strutture fragili, sospese tra il corpo e l'oggetto. Da questo procedimento nascono installazioni che mettono in scena la ricerca di un'identità divisa tra mondo reale e mondo digitale.
Nata a Budapest nel 1985, Keresztes studia pittura all'Università Ungherese di Belle Arti, dove si diploma nel 2010, per poi spostare presto la ricerca verso la scultura e l'installazione. Dalla metà degli anni Dieci mette a punto il suo linguaggio fatto di corpi in polistirolo rivestiti di mosaico vitreo, in tonalità pastello di azzurro, corallo e rosa, legati tra loro in composizioni a catena. Il riconoscimento internazionale arriva nel 2022, quando rappresenta l'Ungheria alla 59. Biennale di Venezia con l'installazione After Dreams: I Dare to Defy the Damage, a cura di Mónika Zsikla, un ambiente di sculture che prende spunto dal dilemma del porcospino di Schopenhauer e dai mosaici di Ravenna descritti nel romanzo Il viaggiatore e il chiaro di luna di Antal Szerb. Nello stesso periodo espone al Ludwig Museum di Budapest e al Centre Pompidou-Metz, e nel 2023 tiene una personale alla KÖNIG GALERIE di Berlino e Fruits of Persistence alla acb Gallery di Budapest. Nel 2026 arriva la sua prima personale in Italia, Relaxing Box, da Cassina Projects a Milano.
Studia pittura all'Università Ungherese di Belle Arti, dove si diploma nel 2010, prima di spostare la ricerca verso la scultura e l'installazione.
Mette a punto il suo linguaggio: corpi in polistirolo rivestiti di tessere di vetro in toni pastello di azzurro, corallo e rosa, legati in strutture a catena.
Rappresenta l'Ungheria alla 59. Biennale con After Dreams: I Dare to Defy the Damage, a cura di Mónika Zsikla, tra i mosaici di Ravenna e il dilemma del porcospino di Schopenhauer.
Personale alla KÖNIG GALERIE di Berlino e Fruits of Persistence alla acb Gallery di Budapest; nel 2026 la prima personale in Italia, Relaxing Box, da Cassina Projects a Milano.
Partecipa alla mostra internazionale.
Installazione After Dreams: I Dare to Defy the Damage, a cura di Mónika Zsikla.
Mostra personale.
Mostra collettiva.
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