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Zhang Hui

Zhang Hui
Cina, 1967
LA DOMANDA FONDAMENTALE

Come può il linguaggio della messa in scena teatrale trasformare un oggetto quotidiano in qualcosa sospeso tra evento reale e rappresentazione?

Zhang Hui costruisce i suoi quadri come se fossero scene teatrali mai andate in scena: figure senza identità definita, oggetti quotidiani isolati su sfondi scuri, luce artificiale che illumina un evento di cui non si vede il prima né il dopo. Laureato nel 1991 in scenografia alla Central Academy of Drama di Pechino, applica alla composizione pittorica i principi di luce e quinta teatrale imparati in quella formazione, anche quando il lavoro si allontana dal teatro in senso proprio: nella serie Zhang Hui: Groundless (2012, curata da Colin Chinnery) salvagenti, orecchie e scarpe fluttuano su fondali neri come oggetti sospesi tra sogno e realtà, mentre nei tredici dipinti di Zhang Hui 2018 le figure umane sono private di volto e intenzione. Lo stesso principio compositivo si applica a soggetti architettonici in Looking to the Left - Window e Looking to the Right - Second Renovation (entrambe 2009), dove la pianta di un appartamento e la facciata di un edificio all'alba sono trattate con la stessa teatralità luminosa riservata alle figure.

Nato nel 1967 nella provincia di Heilongjiang, negli anni Novanta è una figura chiave della scena di Pechino legata alla corrente Post-Sense Sensibility, insieme ad artisti come Liu Wei, Zhu Yu e Qiu Zhijie: un gruppo che negli anni della mostra underground Post-Sense Sensibility: Alien Bodies and Delusion (1999) lavora con installazione, performance e corpo per rompere con l'eredità sia del realismo socialista sia della pop art cinese degli anni Ottanta-Novanta. In questa fase Zhang Hui si muove tra azione, installazione e teatro multimediale dal vivo, prima di dedicarsi quasi esclusivamente alla pittura con la mostra personale In These Parts (2006) presso Long March Space a Pechino, galleria che da allora lo rappresenta. Ha partecipato a rassegne internazionali come la Biennale di Shanghai (2004 e 2010, con l'edizione del 2010 intitolata Rehearsal) e alla Sharjah Biennial 11 (2013) con l'opera Life Buoy No. 1 (2012); una sua opera è nella collezione del museo M+ di Hong Kong. Nel 2023 il Star Art Museum di Shanghai gli ha dedicato la mostra personale Zhang Hui: On Painting, mentre tra il 2024 e il 2025 la galleria Massimo De Carlo di Pechino ne ha presentato una nuova personale.

La scenografia dentro la telaApplica alla composizione pittorica principi di luce e quinta teatrale imparati nella formazione in scenografia alla Central Academy of Drama.
Oggetti isolati su fondo neroFa fluttuare salvagenti, scarpe, orecchie e frammenti di figure su sfondi scuri uniformi, sottraendo loro un contesto narrativo riconoscibile.
Figure senza identitàDipinge corpi umani ridotti a postura e gesto, privi di volto o intenzione definita, per concentrare l'attenzione sulla tensione fisica della figura eretta.
Architetture quotidiane come teatro di luceRicostruisce piante di appartamenti e facciate di edifici all'alba trattandole come scene illuminate, sospendendo l'oggetto architettonico tra documento e invenzione.

Contesto della ricerca

Quando emerge
Inizio anni 1990 · dal 1991
Temi
PechinoHeilongjiangScenografiaPitturaPost-Sense SensibilityFiguraFerroviaTeatroLuce
Linguaggi & media
PitturaOlio su telaInstallazionePerformanceTeatro multimediale
Art Spaces
Long March Space, PechinoTang Contemporary Art, PechinoMassimo De Carlo, PechinoStar Art Museum, ShanghaiPower Station of Art, ShanghaiSharjah Art Foundation, Sharjah
Collezioni
M+ Museum, Hong Kong

Cronologia della ricerca

1991Formazione in scenografia

Si laurea in scenografia alla Central Academy of Drama di Pechino.

Anni '90–2001Post-Sense Sensibility

Figura chiave della corrente Post-Sense Sensibility a Pechino, lavora con azione, installazione e teatro multimediale insieme a Liu Wei, Zhu Yu e Qiu Zhijie.

2006Il passaggio alla pittura

La personale In These Parts a Long March Space segna il passaggio alla pittura come linguaggio principale.

2012–2018Il vocabolario delle figure isolate

Le personali Groundless (2012) e Zhang Hui 2018 a Long March Space consolidano il vocabolario pittorico di figure e oggetti isolati su fondo scuro.

Passaggi istituzionali

2004Biennale di Shanghai

Partecipazione.

2008Guangzhou Triennial

Partecipazione.

2010Biennale di Shanghai

Rehearsal, Shanghai Art Museum.

2012Long March Space, Pechino

Groundless, a cura di Colin Chinnery.

2013Sharjah Biennial 11

Life Buoy No. 1.

2018Long March Space, Pechino

Personale Zhang Hui 2018.

2023Star Art Museum, Shanghai

Zhang Hui: On Painting.

2024–2025Massimo De Carlo, Pechino

Mostra personale.

FONTI VERIFICATEhttps://www.sharjahart.org/en/people/details/hui-zang [istituzione]: biografia, nascita, formazione, Sharjah Biennial 11 (accesso 2026-10-06) · https://massimodecarlo.com/exhibitions/zhang-hui [galleria]: mostra Pechino 2024-2025 (accesso 2026-10-06) · https://cafa.com.cn/en/NEWS/details/8321498 [istituzione]: mostra Zhang Hui: Groundless, Long March Space 2012 (accesso 2026-10-06) · https://cafa.com.cn/en/News/details/8325762 [istituzione]: mostra Zhang Hui 2018, Long March Space (accesso 2026-10-06) · https://www.mplus.org.hk/en/collection/makers/zhang-hui [istituzione]: opera in collezione M+, Hong Kong (accesso 2026-10-06) · https://www.e-flux.com/announcements/36337/rehearsal [piattaforma]: Biennale di Shanghai 2010, Rehearsal (accesso 2026-10-06) · https://aaa.org.hk/collections/search/library/post-sense-sensibility-alien-bodies-delusion [istituzione]: mostra Post-Sense Sensibility, 1999 (accesso 2026-10-06) · https://ocula.com/artists/zhang-hui/ [piattaforma]: rappresentanza Tang Contemporary Art, biografia (accesso 2026-10-06)

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