← ixart.net

Yun Hyong-keun

Yun Hyong-keun
Miwon-ri, Corea del Sud, 1928 – 2007
LA DOMANDA FONDAMENTALE

Perché fondere due soli pigmenti nella tela invece di dipingerla?

Yun Hyong-keun nasce nel 1928 a Miwon-ri, nella Corea del Sud. Si laurea in Belle Arti alla Hongik University di Seoul nel 1957, dopo un'ammissione speciale organizzata dal pittore Kim Whanki, suo futuro suocero.

Dopo un'incarcerazione subita nel 1973 per aver denunciato irregolarità nelle ammissioni scolastiche, si dedica a tempo pieno alla pittura e riduce la tavolozza a due soli pigmenti, terra bruciata e blu ultramarino, diluiti con trementina e versati su tela di lino non trattata. Il colore si assorbe e si sedimenta negli strati della tela, spesso lavorando a terra, per giorni o mesi. Il motivo ricorrente, due masse scure verticali separate da una fascia di tela nuda, è il Cheonjimun, la "porta tra cielo e terra".

Nel 1995 è tra gli artisti della mostra inaugurale del Padiglione Coreano alla Biennale di Venezia. Nei primi anni 90, su invito di Donald Judd, espone a Spring Street e alla Chinati Foundation di Marfa. Muore nel 2007 a Seoul; nel 2018 e nel 2019 due grandi retrospettive, al MMCA di Seoul e a Palazzo Fortuny a Venezia, ricostruiscono il suo percorso.

Umber-BlueRiduce la tavolozza a due soli pigmenti, terra bruciata e blu.
CheonjimunDue masse verticali e una soglia di tela nuda tra cielo e terra.
SedimentazioneIl colore si assorbe nella tela grezza per giorni o mesi.
DansaekhwaFigura di riferimento del movimento coreano della monocromia.

Contesto della ricerca

Quando emerge
Inizio anni 1970 · dal 1973, dopo l'incarcerazione, con la svolta verso la tavolozza ridotta a umber e blu ultramarino
Formazione
1957 · Hongik University, SeoulKR 🇰🇷, B.F.A. Belle Arti
Temi
umber-blueCheonjimunsedimentazioneDansaekhwasilenzio politico
Linguaggi & media
PitturaOlio su tela di lino
Art Figures
Kim Whanki · pittore e mentore, poi suocero; gli procura l'ammissione a Hongik UniversityLee Yil · critico, amico di una vita; lo propone per la Biennale di San Paolo 1969 e la Biennale di Venezia 1995Donald Judd · lo invita a esporre a Spring Street e alla Chinati Foundation nei primi anni 90Kim Inhye · curatrice delle retrospettive MMCA 2018 e Palazzo Fortuny 2019
Art Spaces
National Museum of Modern and Contemporary Art, CoreaPadiglione Coreano, Biennale di VeneziaChinati Foundation, MarfaPalazzo Fortuny, VeneziaPKM Gallery, SeoulDavid Zwirner

Cronologia della ricerca

1947–1966Formazione e primi passi

Laurea alla Hongik University nel 1957; prima personale al Press Center Gallery di Seoul nel 1966.

1969Primo passaggio internazionale

Partecipa alla Biennale di San Paolo su raccomandazione del critico Lee Yil.

1973Svolta Umber-Blue

Dopo l'incarcerazione riduce la tavolozza a umber e blu ultramarino, fissando il motivo Cheonjimun.

1990–2007Riconoscimento internazionale

Espone su invito di Donald Judd a Spring Street e alla Chinati Foundation; nel 1995 è nel Padiglione Coreano alla Biennale di Venezia.

Passaggi istituzionali

1969Biennale di San Paolo

Prima partecipazione internazionale, su raccomandazione di Lee Yil

1995Padiglione Coreano, Biennale di Venezia

Mostra inaugurale del padiglione

2018MMCA, Seoul

Prima grande retrospettiva postuma

2019Palazzo Fortuny, Venezia

Retrospettiva internazionale in concomitanza con la Biennale

FONTI VERIFICATEhttps://en.wikipedia.org/wiki/Yun_Hyong-keun [enciclopedia]: biografia, formazione, cronologia (2026-10-19) · https://www.davidzwirner.com/artists/yun-hyong-keun [galleria]: tecnica, materiali (2026-10-19) · https://brooklynrail.org/2016/02/artseen/yun-hyong-keun_1 [rivista]: procedimento pittorico, Cheonjimun (2026-10-19) · https://www.mmca.go.kr/upload/board/201011160000014/2018/08/2018081606152834914441.pdf [istituzione]: retrospettiva MMCA 2018 (2026-10-19) · https://www.artribune.com/mostre-evento-arte/yun-hyong-keun-first-international-retrospective/ [rivista]: retrospettiva Palazzo Fortuny 2019 (2026-10-19)

Apri la scheda interattiva di questo artista su ixart.net

ixart.net · la mappa dell'arte contemporanea