Walter Marchetti sostituisce gli strumenti musicali con gesti quotidiani, dal sonno al conteggio dei passi, trattando il silenzio come materiale compositivo a pieno titolo. Nel disco La Caccia, scritto nel 1968 e pubblicato da Cramps Records nel 1974, lo spartito indica passi e richiami di uccelli al posto delle note, trasformando l'ascolto in un'esplorazione nel paesaggio; nella stessa serie Musica da camera un pianoforte a coda viene murato dentro un blocco di mattoni, rendendo muto e inaccessibile lo strumento simbolo della musica colta. Fotografato addormentato durante una performance, fa persino del proprio sonno una componente della sua musica, radicalizzando l'idea di un suono affidato più all'assenza che alla presenza del gesto esecutivo.
Nato a Canosa di Puglia nel 1931, si forma musicalmente a Milano seguendo nel 1956 il corso di composizione di Bruno Maderna, dove conosce Juan Hidalgo. Nel 1957 partecipa ai corsi di Darmstadt e nel 1958 incontra John Cage, un passaggio che lo allontana definitivamente dal serialismo verso l'alea e il silenzio come elementi strutturali. Nel 1960 si trasferisce a Barcellona, dove con Josep Maria Mestres Quadreny organizza il ciclo di concerti Musica Abierta nell'ambito del Club 49. Nel 1964 si stabilisce a Madrid e fonda con Hidalgo e Ramon Barce il gruppo Zaj, versione europea e radicale di Fluxus. Tornato a Milano negli anni 70, entra in contatto con Demetrio Stratos e Gianni-Emilio Simonetti nell'ambiente Fluxus italiano. Collabora con Cage a Il treno di John Cage (Bologna, 1978) e continua a incidere fino alla morte, avvenuta a Milano nel 2015.
Nasce a Canosa di Puglia.
Segue il corso di composizione di Bruno Maderna e conosce Juan Hidalgo.
Partecipa ai Ferienkurse fur Neue Musik.
L'incontro orienta la sua ricerca verso alea e silenzio.
Organizza il ciclo Musica Abierta nel Club 49.
Si trasferisce a Madrid e fonda il gruppo con Hidalgo e Barce.
Partecipa a mostre e happening Fluxus internazionali, tra cui Prospect a Dusseldorf.
Cramps Records pubblica la serie Musica da camera, incluso il disco La Caccia, scritto nel 1968.
Collabora all'evento bolognese dedicato a Cage.
Pubblica con Alga Marghen il concerto concreto in cinque movimenti.
Muore a Milano.
Il museo dedica al gruppo Zaj una mostra con catalogo.
Conserva in collezione permanente opere e stampati legati allo Zaj.
Conserva un ampio archivio delle sue edizioni e azioni Fluxus.
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