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Virgilio Guidi

Virgilio Guidi
Italia, 1891–1984
LA DOMANDA FONDAMENTALE

Perché svuotare di dettagli una scena quotidiana fino a farla sembrare immobile e sospesa?

Virgilio Guidi dipinge interni di tram, stanze e marine riducendo figure e oggetti a volumi larghi e piatti, uniti da una luce uniforme che elimina ombre e dettagli descrittivi. In Il tram (1923), presentato alla Biennale di Venezia del 1924, una scena affollata diventa una composizione di masse sospese, quasi immobili nel tempo. Questa sottrazione progressiva porta la sua pittura, già negli anni Venti vicina al ritorno all'ordine, a spingersi nei decenni successivi verso cicli sempre più astratti, in cui lo spazio stesso, più che la figura, diventa il soggetto della ricerca.

Nasce a Roma il 4 aprile 1891, figlio di uno scultore e poeta. Dopo un istituto tecnico e un periodo nella bottega del restauratore Capranesi, nel 1911 si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Roma nel corso di Giulio Aristide Sartorio, che lascia dopo circa due anni. Espone alla Biennale di Venezia dal 1922 con Madre che si leva, ma è Il tram del 1923, presentato nel 1924, a imporlo all'attenzione della critica. Nel 1926 e nel 1929 partecipa alle due mostre del Novecento Italiano. Nel 1927 succede a Ettore Tito nella cattedra di pittura dell'Accademia di Belle Arti di Venezia, lasciata temporaneamente fra il 1935 e il 1944 per insegnare a Bologna; nel 1935 riceve, ex aequo con Gino Severini, un premio alla II Quadriennale di Roma. Nel dopoguerra la pittura si fa più astratta, in cicli come Angosce, Giudizi e Architetture cosmiche, mentre nel 1951 firma il IV Manifesto dell'arte spaziale accanto a Lucio Fontana, restando però estraneo a ogni adesione di gruppo. Muore a Venezia il 7 gennaio 1984, dopo aver donato ottanta dipinti alla città.

Riduce la scena a volumi e luceIn Il tram (1923) trasforma un interno affollato in una composizione di masse piatte unite da una luce uniforme, senza ombre né dettagli descrittivi.
Dirada la figura nello spazioDai primi Interni alle Architetture cosmiche degli anni Sessanta allontana progressivamente la figura dalla scena, finché i contorni vengono assorbiti dallo spazio.
Aderisce allo Spazialismo restando autonomoFirma nel 1951 il IV Manifesto dell'arte spaziale accanto a Lucio Fontana, ma porta avanti una ricerca indipendente da ogni adesione programmatica di gruppo.
Affianca la poesia alla pitturaDal 1942 scrive regolarmente versi, pubblicando la prima raccolta, Spazi dell'esistenza, nel 1959.

Contesto della ricerca

Quando emerge
Metà anni 1920 · il successo di critica a Il tram (1923) alla XIV Biennale di Venezia del 1924
Formazione
1911 · Accademia di Belle Arti di RomaRoma, IT 🇮🇹 · corso di pittura di Giulio Aristide Sartorio
Temi
SpazioLuceFiguraRitorno all'ordineAstrazioneSpazialismoMarina
Linguaggi & media
PitturaDisegnoLitografiaScrittura poetica
Art Figures
Lucio FontanaGino SeveriniEttore Tito
Art Spaces
Galleria La Nazione, FirenzeGalleria del Milione, Milano
Collezioni
Galleria nazionale d'arte moderna, RomaGalleria d'arte moderna, BolognaMuseo Virgilio Guidi, Venezia

Cronologia della ricerca

1891–1913Formazione tra Roma e la bottega di un restauratore

Nasce a Roma nel 1891; lavora nella bottega del restauratore Capranesi e nel 1911 si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Roma nel corso di Sartorio, che lascia dopo circa due anni.

1922–1929Il successo del Tram e il Novecento Italiano

Espone Madre che si leva alla Biennale del 1922 e Il tram (1923) alla Biennale del 1924, accolto come protagonista del ritorno all'ordine; partecipa alle due mostre del Novecento Italiano nel 1926 e nel 1929.

1927–1944La cattedra fra Venezia e Bologna

Succede a Ettore Tito alla cattedra di pittura dell'Accademia di Belle Arti di Venezia nel 1927, insegnando poi a Bologna dal 1935 al 1944; nel 1935 riceve un premio ex aequo con Gino Severini alla II Quadriennale di Roma.

1945–1984Lo spazio come soggetto e lo Spazialismo

Nel dopoguerra sviluppa cicli sempre più astratti, come Angosce (1949-53) e Architetture cosmiche (1960-62); firma nel 1951 il IV Manifesto dell'arte spaziale con Lucio Fontana. Dona ottanta dipinti al Comune di Venezia nel 1980 e muore nel 1984.

Passaggi istituzionali

1922XIII Biennale di Venezia

Madre che si leva.

1924XIV Biennale di Venezia

Il tram, consacrazione di critica.

1926–1929Mostre del Novecento Italiano

Partecipa a entrambe le edizioni.

1935II Quadriennale d'Arte Nazionale, Roma

Sala personale, dove riceve un riconoscimento.

1940–1964Biennale di Venezia

Sale personali nelle edizioni del 1940, del 1954 e del 1964.

1980Museo Virgilio Guidi, Venezia

Dona ottanta dipinti al Comune di Venezia, con cui nasce il museo a lui dedicato a Palazzo Fortuny.

Premi e riconoscimenti

1935Premio, II Quadriennale d'Arte Nazionale

Roma, ex aequo con Gino Severini.

FONTI VERIFICATEhttps://www.treccani.it/enciclopedia/virgilio-guidi_(Dizionario-Biografico)/ [enciclopedia]: biografia completa, opere, cariche istituzionali (accesso 2026-10-27) · https://www.istitutoveneto.it/guidi-virgilio-2/ [istituzione]: formazione e cattedra accademica (accesso 2026-10-27) · https://en.wikipedia.org/wiki/Virgilio_Guidi [enciclopedia]: riscontro incrociato su opere e mostre (accesso 2026-10-27)

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