Il problema che Saraceno si pone è tecnico prima che poetico: tenere in aria un oggetto grande con il solo calore del sole e la radiazione del suolo, senza elio, batterie o combustibile. Da qui i palloni aerosolari dell'Aerocene, cuciti anche con sacchetti di plastica già usati, e le strutture sospese in cui il pubblico cammina su reti d'acciaio tese nel vuoto. La seconda fonte di forme è la ragnatela, rilevata in tre dimensioni con una tecnica tomografica: una geometria che regge carichi enormi con pochissima materia e che lui rimette in scala, come modello costruttivo e come strumento sonoro.
Nato nel 1973 a San Miguel de Tucumán, in Argentina, Saraceno si forma fra architettura e arte: si laurea in architettura all'Universidad de Buenos Aires, prosegue alla Escuela Superior de Bellas Artes Ernesto de la Cárcova, studia dal 2001 al 2003 alla Städelschule di Francoforte e nel 2003-2004 allo IUAV di Venezia. Dal 2002 sviluppa il progetto a lungo termine Cloud Cities; nel 2007 avvia Museo Aero Solar, un pallone costruito collettivamente con sacchetti di plastica incollati, che da allora continua a crescere di città in città. Nel 2009 presenta Galaxies Forming along Filaments, like Droplets along the Strands of a Spider's Web, una rete di corde elastiche tese nello spazio. Nel 2012 entra come residente al MIT Center for Art, Science and Technology, nel 2014-2015 al CNES di Parigi, e nel 2015 fonda la Aerocene Foundation. Il 25 gennaio 2020, a Salinas Grandes in Argentina, la pilota Leticia Noemi Marqués vola con Aerocene Pacha portando un messaggio scritto con le comunità indigene del luogo.
Porta nell'arte un problema di architettura: una struttura abitabile che non pesi sul suolo. Nascono i moduli trasparenti gonfiati ad aria del progetto a lungo termine Cloud Cities, avviato nel 2002, e Flying Garden/Air-Port-City, 2007, dove le piante crescono dentro sfere sospese senza radici nel terreno. Con Museo Aero Solar, 2007, il materiale diventa povero e il lavoro collettivo: migliaia di sacchetti di plastica usati, incollati a mano da chi partecipa, formano un pallone che si gonfia col calore del giorno.
La ragnatela entra nel lavoro come modello strutturale. Galaxies Forming along Filaments, like Droplets along the Strands of a Spider's Web, 2009, tende corde elastiche fino a riempire un ambiente; 14 Billions (Working Title), 2010, ricostruisce a mano, nodo per nodo e a scala ingrandita, la tela di una vedova nera. Poi il corpo del visitatore diventa carico da calcolare: On Space Time Foam, 2012, è una membrana trasparente a più strati tesa in altezza, In Orbit, 2013, una rete d'acciaio con sfere gonfiabili sospesa sopra il vuoto.
Il lavoro smette di essere soltanto un oggetto e diventa un'infrastruttura aperta: nel 2015 nasce Aerocene, insieme di sculture che si alzano senza combustibile, con istruzioni e dati condivisi. In parallelo la ragnatela passa dal visibile all'udibile: in Arachnid Orchestra. Jam Sessions, 2015, le vibrazioni dei ragni sulla tela vengono amplificate e suonate dal vivo, mentre Algo-r(h)i(y)thms, 2019, trasforma un intreccio di corde in uno strumento che il pubblico fa vibrare camminandoci dentro.
Il 25 gennaio 2020, a Salinas Grandes, Aerocene Pacha porta in volo una persona per sedici minuti con il solo calore del sole, con un messaggio scritto insieme alle comunità indigene sull'acqua e sul litio: l'opera si sposta dentro una vertenza di territorio. Con Particular Matter(s), 2022, l'attenzione scende alla scala del pulviscolo, reso visibile da una lama di luce in una stanza buia. The Sanctuary of Water, 2026, è un intervento permanente sul terreno, sviluppato con le undici comunità della Red Atacama.
Fare Mondi / Making Worlds, con la rete di corde elastiche Galaxies Forming along Filaments
On the Roof: Cloud City, installazione sul tetto del museo
In Orbit, rete d'acciaio sospesa nella cupola di vetro
Aria, percorso in tutti gli spazi del palazzo
Particular Matter(s)
Web(s) of Life
Tomás Saraceno in collaboration. Ancestral Futures, 17 luglio 2026 – 7 febbraio 2027, a cura di Sarah Johanna Theurer e Andrea Lissoni
Francoforte sul Meno
sezione arti visive, Argentina
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