Sislej Xhafa nasce nel 1970 a Pejë, in Kosovo, allora Jugoslavia. Lascia il paese attorno ai vent'anni, nei primi anni Novanta, per raggiungere clandestinamente l'Europa occidentale: vive prima a Londra, poi in Italia, dove si forma all'Accademia di Belle Arti di Firenze. Questa esperienza di attraversamento irregolare dei confini diventa il nucleo della sua prima opera pubblica: alla 47ª Biennale di Venezia del 1997, non invitato a rappresentare un paese privo di padiglione ufficiale, Xhafa indossa la maglia della nazionale di calcio albanese e gira per i Giardini della Biennale invitando i visitatori a giocare a pallone con lui. L'opera, nota come il Padiglione Albanese Clandestino, funziona proprio perché quasi nessuno la riconosce come arte.
Da quella performance in avanti, Xhafa costruisce un vocabolario scultoreo fatto di oggetti di scarto, materiali industriali e trovati, tra cui gabbie, autobus, taxi, documenti d'identità, giocattoli, piegati a rappresentare i sistemi di controllo del lavoro, della mobilità e della sorveglianza. Opere come Elegant Sick Bus (2001-2006), Ali Hamadu e Job Center (entrambe 2002) mettono in scena, con un linguaggio volutamente minimale e spesso paradossale, la burocrazia dell'immigrazione e la precarietà del lavoro informale. Nel 2007 realizza KOMT, entrata nella Pinault Collection e presentata a Palazzo Grassi nella mostra Le Monde vous appartient (2011-2012). Tra il 2009 e il 2011 realizza a Zurigo un intervento pubblico permanente nel parco Hardau.
Negli anni più recenti Xhafa consolida un percorso tanto internazionale quanto radicato nel proprio paese d'origine: nel 2016 il MAXXI di Roma gli dedica l'ampia personale Benvenuto, nel 2022 partecipa a Manifesta 14 a Prishtina e viene nominato Accademico d'Onore dell'Accademia di Belle Arti di Firenze, la stessa scuola in cui si era formato da giovane emigrato. Sempre nel 2022 fonda a Pejë, nella sua città natale, l'istituto di arte contemporanea ARKIV, inaugurato nell'edificio di un'ex scuola elementare: un gesto che chiude il cerchio tra l'esperienza dell'esilio e la costruzione di infrastrutture culturali per chi è rimasto.
Lascia il Kosovo, vive a Londra e poi in Italia; si forma all'Accademia di Belle Arti di Firenze.
Realizza il Padiglione Albanese Clandestino alla 47ª Biennale di Venezia, indossando la maglia della nazionale di calcio albanese.
Vince la I edizione del Premio Furla per l'Arte con l'opera talent/um, tolerāre.
Personale Benvenuto al MAXXI di Roma (2016); partecipa a Manifesta 14 a Prishtina e fonda l'istituto ARKIV a Pejë, Kosovo (2022).
Padiglione Albanese Clandestino; partecipazioni anche nel 1999, 2005, 2013, 2017.
Mostra collettiva.
Mostra collettiva.
Personale Benvenuto.
Partecipazione.
Italia 70: I Nuovi Mostri.
Primo premio.
Primo premio per intervento pubblico permanente.
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