Dal 1980 Serse, pseudonimo di Fabrizio Roma, abbandona il colore e lavora esclusivamente a grafite su carta, usando la gomma come strumento attivo per cancellare il segno e far emergere il bianco del foglio. Nato a San Polo di Piave nel 1952, è autodidatta con una formazione scientifica: da giovane pensava di progettare turbine, prima di dedicarsi alla pittura durante il servizio militare, incoraggiato anche da una zia pittrice allieva di Virgilio Guidi. Vive e lavora a Trieste. I suoi soggetti, mari, canneti, cieli nuvolosi, montagne innevate, non ritraggono luoghi reali ma nascono da un procedimento meticoloso di osservazione e ripetizione del gesto, un disegno che l'artista definisce tautologico.
Nel 2012 il Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Rimini gli dedica una personale, seguita nel 2014 da Paysage Analogue. Dessins 1994-2014 al MAMC di Saint-Étienne, a cura di Lóránd Hegyi, e nel 2017 da una mostra al Museo Nacional de Bellas Artes dell'Avana. Dal 2020 lavora con la Galleria Continua, che porta il suo lavoro a Roma, Parigi e Pechino, mentre nel 2024 l'Università di Trieste gli dedica un progetto per il centenario dell'ateneo. Le sue opere sono incluse nel volume Vitamin D di Phaidon Press e in mostre collettive come Pastels from the 16th to the 21st Century alla Fondation de l'Hermitage di Losanna.
Di formazione scientifica e autodidatta, inizia a dipingere negli anni Settanta durante il servizio militare, spinto anche dall'esempio di una zia pittrice allieva di Virgilio Guidi.
Abbandona il colore e sviluppa un linguaggio personale basato sul disegno a grafite, concentrato su paesaggi d'acqua, cieli e montagne privi di figure umane.
Espone al Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Rimini, al MAMC di Saint-Étienne a cura di Lóránd Hegyi e al Museo Nacional de Bellas Artes dell'Avana.
Con la Galleria Continua realizza mostre a Roma, Parigi e Pechino, mentre l'Università di Trieste gli dedica un progetto per il centenario dell'ateneo.
Personale con opere legate anche al poliedro di Leonardo per il De Divina Proportione di Pacioli.
Il museo gli dedica Paysage Analogue. Dessins 1994-2014, a cura di Lóránd Hegyi, in concomitanza con la Biennale del Design.
La personale Aquí todo está abierto porta per la prima volta il suo lavoro in un museo cubano.
Per il centenario dell'ateneo, sei disegni a grafite sono esposti nell'edificio centrale di Piazzale Europa, commentati dal critico Alessandro Del Puppo.
Partecipa alla mostra collettiva Pastels from the 16th to the 21st Century e viene incluso nel volume Vitamin D di Phaidon Press.
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