Dal 1990-91 Sean Landers produce opere testuali: manoscritti, dattiloscritti, pagine di calendario quotidiane realizzate fra il 1991 e il 1993, e video monologhi registrati da solo nel proprio studio di New York, in cui mescola pensieri autobiografici reali, dubbi sull'ambizione artistica, autocritica e invenzione fittizia. Il Contemporary Art Museum St. Louis, nella guida ufficiale della sua prima grande survey museale americana, 2010, descrive questi video come scatti che mostrano l'artista cantare, camminare, confessare, raccontare storie, facendo sentire lo spettatore un osservatore della sua vita privata. Nell'intervista per Border Crossings Magazine, marzo 2019, con Robert Enright e Meeka Walsh, Landers dichiara esplicitamente la natura ibrida fra finzione e confessione del proprio lavoro, ammettendo di aver in parte costruito l'immagine da slacker dei primi scritti e video.
Dalla metà degli anni Novanta, intorno al 1996-97, Landers passa alla pittura a olio, sviluppando serie di dipinti figurativi con animali, volpi, cervi, procioni, orsi, linci, conigli, ritratti frontalmente con testi aforistici dipinti sopra l'immagine. La critica ha letto questi animali come proiezioni dello stato psicologico dell'artista, ansia da fallimento, desiderio di permanenza e di successo, sebbene l'artista stesso non abbia mai dichiarato esplicitamente, in alcuna fonte consultata, che la volpe sia un autoritratto letterale.
Parallelamente Landers sviluppa paesaggi plein air e marine, come la serie "Unnatural Disasters", 2022, Petzel Gallery: cinque dipinti di paesaggio su scene immaginate ma indubbiamente reali, ghiacciai che si sciolgono, incendi, nella tradizione romantica del sublime. A questo filone appartiene anche il grande dipinto marino "Moby Dick, The Whale", 2013-2023, presentato nel 2025 al Newport Art Museum accanto a marine di Winslow Homer scelte dallo stesso Landers. "Mi piace immaginare che tutto il mio lavoro sia un albero, e che la scrittura sia il tronco di quell'albero", ha detto l'artista a Border Crossings nel 2019.
Dopo il BFA al Philadelphia College of Art, 1984, e il MFA alla Yale University School of Art, 1986, Landers si stabilisce a New York. Nel 1989 "Petra" al Queens Museum e nel 1990 "Art, Life and God" da Postmasters Gallery presentano le prime opere testuali.
Fra il 1991 e il 1993 realizza pagine di calendario quotidiane, manoscritti e dattiloscritti; i video monologhi girati da solo nello studio, poi riuniti come "Improbable History", 1991-94, mescolano verità autobiografica e invenzione. Nel 1993 è alla sezione Aperto della Biennale di Venezia.
Dalla metà degli anni Novanta passa alla pittura a olio: nascono i ritratti frontali di volpi, cervi, procioni, orsi, linci e conigli con testi aforistici dipinti sopra. Nel 2004 la Kunsthalle Zürich gli dedica una personale a cura di Beatrix Ruf.
Dal 2008 è rappresentato da Petzel Gallery a New York, dal 2012 da Rodolphe Janssen a Bruxelles. Nel 2010 il Contemporary Art Museum St. Louis presenta la sua prima grande survey museale americana; nel 2013 il New Museum lo inserisce in "NYC 1993", a cura di Massimiliano Gioni con Lauren Cornell e Laura Hoptman; nel 2014 "North American Mammals" da Petzel.
Dopo "Northeaster", greengrassi, Londra, 2020, i dipinti di paesaggio e le marine occupano il centro della ricerca: "Unnatural Disasters", 2022, e, nello stesso anno, l'avvio della serie "Animal Portraits". Nel 2023-24 "Animal Kingdom" occupa per intero il Musée de la Chasse et de la Nature di Parigi; dal 2023 è rappresentato anche da Timothy Taylor a Londra, dove debutta nel 2024. Nel 2025 le personali a Oakland, ad Amburgo e al Newport Art Museum, dove "Moby Dick, The Whale" dialoga con Winslow Homer, e nel 2025-26 "Natural Mystics" al Warehouse di Dallas.
"Petra"
"Art, Life and God"
sezione Aperto '93
personale, a cura di Beatrix Ruf
"1991-1994, Improbable History", 22 gennaio, 11 aprile, prima grande survey museale americana dell'artista
"NYC 1993: Experimental Jet Set, Trash and No Star", 13 febbraio, 26 maggio, a cura di Massimiliano Gioni con Lauren Cornell e Laura Hoptman, con l'opera "1991-94, Improbable History"
"North American Mammals"
"Northeaster"
"Unnatural Disasters", 5, 10 maggio, cinque dipinti di paesaggio su catastrofi ambientali
"Animal Portraits", 19 novembre, 7 gennaio 2023
"Animal Kingdom", 17 ottobre, 10 marzo, a cura di Christine Germain-Donnat e Rémy Provendier-Commenne, circa trenta opere più tre nuovi ritratti animali creati per il museo
"Animal Portraits", 6 giugno, 13 luglio, debutto con la nuova galleria, con conversazione pubblica con Ben Luke
"Nightshade: The World in the Evening", con Chris Martin, 16 gennaio, 30 marzo
"How's my Painting?", 1 marzo, 7 settembre
"Lost at Sea", 9 maggio, 29 dicembre, opere marine in dialogo con Winslow Homer, opera centrale "Moby Dick, The Whale", 2013-2023
"Natural Mystics", 27 settembre, 31 gennaio
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