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Santiago Sierra

Santiago Sierra
Spagna, 1966
LA DOMANDA FONDAMENTALE

Pagare una persona perché compia un gesto inutile e faticoso basta a smascherare la logica del salario, o la ripete semplicemente dentro le mura del museo?

Santiago Sierra nasce a Madrid nel 1966. Si laurea in Belle Arti all'Universidad Complutense di Madrid nel 1989, si forma al Círculo de Bellas Artes con J.G. Dokoupil e si specializza tra il 1989 e il 1991 alla Hochschule für Bildende Künste di Amburgo. Nel 1995 si trasferisce in Messico, dove insegna alla Escuela de San Carlos dell'Universidad Autónoma e rimane fino al 2006, sviluppando il nucleo della sua ricerca: assumere persone, spesso migranti, disoccupati o lavoratrici del sesso, per compiere azioni ripetitive, immobili o apertamente inutili in cambio di una paga equivalente al salario minimo locale. Opere come 465 personas remuneradas (1999), realizzata al Museo Rufino Tamayo di Città del Messico, o Workers Who Cannot Be Paid, Remunerated to Remain Inside Cardboard Boxes (2000) fissano il formato che accompagnerà tutta la sua carriera: pochi elementi geometrici, estrema economia dei mezzi, corpi reali al posto di materiali inerti.

Nel 2003 Sierra rappresenta la Spagna alla Biennale di Venezia: copre la scritta «España» sulla facciata del padiglione con teli di plastica nera e ne blocca l'ingresso principale, lasciando entrare solo i visitatori in grado di esibire un passaporto spagnolo a una guardia in uniforme, attraverso un accesso laterale. Chi riesce a entrare trova le sole tracce della mostra dell'edizione precedente. Con questo gesto Sierra mette in scena la logica escludente della cittadinanza e la finzione della rappresentanza nazionale nei padiglioni della Biennale, affermando che una nazione non è nulla, che i paesi non esistono. Negli stessi anni realizza opere come 133 personas remuneradas para que se tiñeran el pelo de rubio (2001) e 160 cm Line Tattooed on Four People (2000), in cui il compenso in denaro diventa il solo elemento che rende visibile e misurabile il gesto richiesto.

La ricerca di Sierra ha prodotto ripetute censure. Nel 2006 trasforma l'ex sinagoga di Stommeln, a Pulheim, in 245 m³, una camera piena di gas di scarico di automobili accessibile solo con maschera antigas e accompagnati da un addetto antincendio, provocando un acceso dibattito su memoria dell'Olocausto e arte. Nel 2010 rifiuta pubblicamente il Premio Nacional de Artes Plásticas spagnolo, da 30.000 euro, scrivendo al Ministero della Cultura che i premi si concedono a chi ha svolto un servizio, come il dipendente del mese, e rivendicando la propria indipendenza dallo Stato. Nel febbraio 2018 la fiera ARCO di Madrid fa ritirare dallo stand della Galería Helga de Alvear la serie Presos Políticos en la España Contemporánea (2018), ventiquattro fotografie a volto pixelato di persone imprigionate o accusate in relazione a proteste politiche, tra cui l'ex vicepresidente catalano Oriol Junqueras; l'opera viene poi acquistata da un collezionista e destinata al Museu de Lleida. Nel 2020 il festival Dark Mofo in Tasmania cancella Union Flag dopo le proteste di artisti aborigeni australiani. Nel 2025 il Museo Helga de Alvear di Cáceres gli dedica l'antologica 2.068 Teeth, The Maelström, Archive and Black Flag, a cura di Alexis Callado.

Il salario come dispositivo artisticoIl denaro pagato ai partecipanti non è un compenso accessorio ma il materiale stesso dell'opera, l'unità di misura che rende visibile lo squilibrio di potere tra chi paga e chi è pagato.
Il corpo come documento della disuguaglianzaCorpi migranti, poveri o marginalizzati vengono esposti, tatuati o immobilizzati, diventando superficie su cui si registra la distanza tra classi, etnie e cittadinanze.
L'architettura come strumento di esclusioneMuri, lamiere e sigilli trasformano gallerie e padiglioni in dispositivi che, bloccando l'accesso, riproducono in scala museale le barriere reali del confine e della classe.
La nazione come finzione da smontareBandiere, passaporti e padiglioni nazionali vengono trattati come costruzioni arbitrarie, da forzare o negare per mostrarne il carattere di pura convenzione di potere.

Contesto della ricerca

Quando emerge
dal 1994
Temi
Lavoro salariatoMigrazioneCorpoPotereCensuraArchitetturaMinimalismoCritica istituzionale
Linguaggi & media
Performance con lavoratori remuneratiFotografia documentariaInstallazione site-specificScultura e intervento architettonicoVideo
Art Spaces
Lisson Gallery, LondraKOW, BerlinoPrometeo Gallery Ida Pisani, MilanoGalería Helga de Alvear, Madrid/Cáceres
Collezioni
Tate, LondraMACBA, BarcellonaMUAC - Museo Universitario Arte Contemporáneo, Città del MessicoMuseo Helga de Alvear, CáceresBanco de España, Madrid

Cronologia della ricerca

1966Nascita e formazione

Nasce a Madrid; si laurea in Belle Arti alla Universidad Complutense e si specializza ad Amburgo tra il 1989 e il 1991.

1995–2006Il periodo messicano

Si trasferisce in Messico, dove sviluppa il nucleo della sua pratica: pagare persone per compiere azioni inutili o immobili in cambio di un salario minimo.

2003Padiglione spagnolo alla Biennale di Venezia

Sigilla l'ingresso del padiglione e ne permette l'accesso solo a chi esibisce un passaporto spagnolo.

2010–2020Censure e rifiuti pubblici

Rifiuta il Premio Nacional de Artes Plásticas (2010); sue opere vengono ritirate dalla fiera ARCO (2018) e dal festival Dark Mofo (2020).

Passaggi istituzionali

2000P.S.1 Contemporary Art Center, New York / KW Institute for Contemporary Art, Berlino

Prime mostre personali internazionali che diffondono il suo lavoro fuori dal contesto messicano e spagnolo.

2003Padiglione spagnolo, Biennale di Venezia

Rappresenta la Spagna sigillando l'ingresso del padiglione, accessibile solo a chi esibisce un passaporto spagnolo.

2008Tate Modern, Londra

Performance in cui un gruppo di donne senza casa resta per un'ora rivolto verso una parete, pagato quanto il costo di una notte in ostello.

2025Museo Helga de Alvear, Cáceres

Antologica 2.068 Teeth, The Maelström, Archive and Black Flag, a cura di Alexis Callado.

Premi e riconoscimenti

2010Premio Nacional de Artes Plásticas

Ministero della Cultura spagnolo, Madrid; Sierra lo rifiuta pubblicamente, primo caso di rinuncia a questo premio.

FONTI VERIFICATEhttps://en.wikipedia.org/wiki/Santiago_Sierra [enciclopedia]: biografia, opere principali, controversie (accesso 2026-10-07) · https://www.tate.org.uk/art/artists/santiago-sierra-6878/santiago-sierra-performance-and-controversy [istituzione]: analisi della pratica e delle controversie (accesso 2026-10-07) · https://kow-berlin.com/site/assets/files/3596/ss_cv_25.pdf [galleria]: CV ufficiale, formazione ed elenco mostre (accesso 2026-10-07) · https://www.prometeogallery.com/en/artist/santiago-sierra [galleria]: biografia e opere rappresentative (accesso 2026-10-07) · https://muac.unam.mx/objeto/465-personas-remuneradas?lang=en [istituzione]: scheda opera 465 personas remuneradas, 1999 (accesso 2026-10-07) · https://www.publico.es/actualidad/santiago-sierra-muerde-mano-premio.amp.html [stampa]: rifiuto del Premio Nacional de Artes Plásticas, 2010 (accesso 2026-10-07) · https://www.yucatan.com.mx/internacional/europa/2018/02/22/retiran-polemica-obra-la-feria-arco-2018-madrid.html [stampa]: ritiro dell'opera Presos Políticos da ARCO 2018 (accesso 2026-10-07) · https://www.metalocus.es/en/news/helga-de-alvear-museum-opens-major-solo-exhibition-santiago-sierra [istituzione]: mostra 2.068 Teeth, The Maelström, Archive and Black Flag, 2025 (accesso 2026-10-07) · https://www.thecollector.com/santiago-sierra-most-important-artworks/ [rivista specializzata]: elenco opere con titoli e anni, dettagli Padiglione spagnolo 2003 (accesso 2026-10-07)

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