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Samuel Fosso

Samuel Fosso
Kumba, Camerun, 1962; vive e lavora tra Bangui e Parigi
LA DOMANDA FONDAMENTALE

Che cosa succede quando chi fotografa e chi viene fotografato sono la stessa persona, e quell'uomo usa il proprio corpo per attraversare la storia politica e culturale dell'Africa e della diaspora?

Samuel Fosso fotografa se stesso. Lavora negli studi dove ha imparato il mestiere, usa fondali, costumi, parrucche e gioielli, e trasforma l'autoscatto in uno strumento di travestimento: la stessa persona che decide l'inquadratura è quella che viene fotografata, e la distanza fra chi guarda e chi è guardato si annulla.

Il metodo nasce a Bangui, Repubblica Centrafricana, dove negli anni '70 Fosso apre un proprio studio fotografico e usa i fotogrammi avanzati di fine giornata, quelli non spesi sui clienti del quartiere, per ritrarsi in abiti e pose da dandy ispirati alla moda occidentale e locale: nasce così 70's Lifestyle, 1975-78. Nel 1997 i grandi magazzini parigini Tati gli commissionano una serie di ritratti in studio, con fondali colorati e costumi improvvisati. Nel 2008 arriva African Spirits, autoritratti in cui Fosso si traveste da figure storiche nere, Malcolm X, Martin Luther King, Nelson Mandela, Haile Selassie, Patrice Lumumba, Angela Davis, Muhammad Ali, indagando memoria e identità afro-diasporica. Nel 2013 Emperor of Africa lo ritrae nei panni di un imperatore cinese in abiti Mao, riflettendo sull'influenza economica della Cina in Africa; nel 2015 SIXSIXSIX porta il procedimento alle sue estreme conseguenze con 666 autoritratti in formato Polaroid sul volto nudo dell'artista; nel 2017 Black Pope lo immagina nei panni di un papa nero immaginario, fra potere religioso e razza.

Nel 2023 il lavoro riceve il Deutsche Börse Photography Foundation Prize. Nel 2024 Fosso entra nella scuderia della Yossi Milo Gallery di New York, che nel 2025 gli dedica AUTOPORTRAIT, la sua prima personale newyorkese in oltre vent'anni. Il biennio 2025-2026 porta il lavoro, spesso accostato a quello del fotografo Sanlé Sory, al Barbican Centre di Londra e al MoMA di New York, mentre l'Isabella Stewart Gardner Museum, la FLAG Art Foundation, Leeds Art Gallery e un nuovo display permanente alla Tate Modern confermano quanto, da un piccolo studio dell'Africa centrale, il suo lavoro abbia anticipato questioni oggi centrali nel discorso sulla fotografia, l'identità nera e la performance del sé.

CorpoIl corpo di Fosso è il materiale primario del lavoro: cambia muscolatura, sguardo, andatura e gesto per fare spazio a ogni nuovo personaggio, dal dandy adolescente all'imperatore, dal papa al leader storico.
IdentitàLe figure che interpreta, un imperatore cinese, un papa nero, un leader della lotta per i diritti civili, non sono confessioni private: l'identità diventa un ruolo che si indossa e si smette davanti all'obiettivo.
Immagine e storiaFosso rimette in scena immagini già viste, ritratti ufficiali, copertine di rivista, iconografie del potere, e mostra il meccanismo con cui un volto diventa icona della storia nera del Novecento.
PoliticaColonialismo, rapporti economici fra Cina e Africa e ruolo della Chiesa entrano nel lavoro attraverso costumi, insegne del potere e paramenti religiosi.
PerformanceLo studio fotografico, prima quello di Bangui poi quelli di Parigi e New York, funziona come un palcoscenico: ogni immagine registra un'azione preparata, non un istante colto per caso.

Contesto della ricerca

Quando emerge
Anni '70, Bangui: Fosso usa i fotogrammi avanzati di fine giornata nello studio dove lavora per autoritrarsi, dando origine alla serie 70's Lifestyle, 1975-78; da quella pratica quotidiana nasce il nucleo dell'intera ricerca, l'autoritratto come trasformazione e critica storica, che si allarga su scala internazionale nel ciclo di retrospettive e mostre del 2021-2026.
Formazione
Anni '70 · Bangui, Repubblica Centrafricana, apprendistato in uno studio fotografico locale; formazione tecnica sul lavoro, non accademica
Temi
AutoritrattoTravestimentoIdentità afro-diasporicaStoria nera del NovecentoPotere e religioneRapporti Cina-Africa
Linguaggi & media
FotografiaAutoritrattoPolaroidStudio fotograficoCostume e travestimentoPerformance
Cicli/Opere chiave
1975-78 · 70's Lifestyle, autoritratti realizzati nello studio di Bangui con i fotogrammi avanzati di fine giornata, in abiti e pose da dandy ispirati alla moda occidentale e locale1997 · Tati, serie commissionata dai grandi magazzini parigini Tati: ritratti in studio con fondali colorati e costumi improvvisati2008 · African Spirits, autoritratti in cui Fosso si traveste da figure storiche nere, Malcolm X, Martin Luther King, Nelson Mandela, Haile Selassie, Patrice Lumumba, Angela Davis, Muhammad Ali2013 · Emperor of Africa, autoritratto nei panni di un imperatore cinese in abiti Mao, riflessione sull'influenza economica della Cina in Africa2015 · SIXSIXSIX, 666 autoritratti in formato Polaroid sul volto nudo dell'artista, serializzazione radicale dell'identità2017 · Black Pope, nei panni di un papa nero immaginario, sul potere religioso e la razza
Art Figures
Maison Européenne de la Photographie (MEP) · il team curatoriale della sede parigina organizza la grande retrospettiva dell'artista, da ottobre 2021 al 2022Yossi Milo · fondatore della Yossi Milo Gallery di New York; annuncia la rappresentanza dell'artista il 4 giugno 2024 e organizza la personale AUTOPORTRAIT, 3 settembre, 8 novembre 2025Artforum · descrive AUTOPORTRAIT come il debutto dell'artista con la Yossi Milo Gallery e la sua prima mostra personale newyorkese in oltre vent'anni
Artisti correlati
Sanlé Sory · fotografo, esposto insieme a Fosso in Project a Black Planet, Barbican Centre, Londra, 2025-2026, e in Ideas of Africa: Portraiture and Political Imagination, MoMA, New York, 2026
Art Spaces
Yossi Milo Gallery · New York, rappresentanza dell'artista dal 2024Purdy Hicks Gallery · Londra, biografia e documentazione delle mostre dell'artista
Collezioni
The Walther Collection, Neu-Ulm e New YorkTate, Londra

Cronologia della ricerca

1962-anni '70Da Kumba a Bangui

Fosso nasce a Kumba, Camerun, nel 1962 e cresce a Bangui, Repubblica Centrafricana, dove negli anni '70 apre un proprio studio fotografico; l'apprendistato è tecnico, sul lavoro, non accademico, e dai fotogrammi avanzati di fine giornata nascono i primi autoritratti di 70's Lifestyle, 1975-78.

1997-2008Tati e African Spirits

Nel 1997 i grandi magazzini parigini Tati commissionano la serie omonima, ritratti in studio con fondali colorati e costumi improvvisati; nel 2008 African Spirits porta il procedimento sulla storia del Novecento nero, con Fosso travestito da Malcolm X, Martin Luther King, Nelson Mandela, Haile Selassie, Patrice Lumumba, Angela Davis e Muhammad Ali.

2013-2017Potere, economia, religione

Emperor of Africa, 2013, lo ritrae da imperatore cinese in abiti Mao e riflette sui rapporti economici fra Cina e Africa; SIXSIXSIX, 2015, porta l'autoritratto a 666 Polaroid sul volto nudo dell'artista; Black Pope, 2017, lo immagina papa nero immaginario, fra potere religioso e razza.

2021-2023La retrospettiva e il Deutsche Börse Prize

La Maison Européenne de la Photographie di Parigi dedica a Fosso una grande retrospettiva a partire da ottobre 2021, proseguita nel 2022; nel 2023 il lavoro riceve il Deutsche Börse Photography Foundation Prize.

2024-oggiIl ritorno sulla scena internazionale

Nel 2024 Fosso entra nella scuderia della Yossi Milo Gallery di New York; nel 2025 la galleria gli dedica AUTOPORTRAIT, sua prima personale newyorkese in oltre vent'anni. Il biennio 2025-2026 porta il lavoro, spesso accostato a quello di Sanlé Sory, al Barbican Centre, al MoMA, all'Isabella Stewart Gardner Museum, alla FLAG Art Foundation, a Leeds Art Gallery e in un nuovo display permanente alla Tate Modern.

Passaggi istituzionali

2021Maison Européenne de la Photographie, Parigi

grande retrospettiva, da ottobre 2021 al 2022

2024Yossi Milo Gallery, New York

annuncio della rappresentanza dell'artista, 4 giugno 2024

2025Yossi Milo Gallery, New York

AUTOPORTRAIT, 3 settembre, 8 novembre 2025: debutto con la galleria e prima personale newyorkese dell'artista in oltre vent'anni, secondo Artforum

2025National Gallery of Art

Photography and the Black Arts Movement, 1955-1985, collettiva

2025-2026Barbican Centre, Londra

Project a Black Planet, con Sanlé Sory, fino al 9 settembre 2026

2026The Museum of Modern Art, New York

Ideas of Africa: Portraiture and Political Imagination, con Sanlé Sory, fino al 25 luglio 2026

2026Isabella Stewart Gardner Museum

Persona: Photography and the Re-Imagined Self, opere della serie African Spirits, fino al 10 maggio 2026

2026FLAG Art Foundation, New York

S-Curve, collettiva, 12 febbraio, 25 aprile 2026

2026Leeds Art Gallery

To Improvise A Mountain, due immagini dalla serie 70's Lifestyle, mostra itinerante, fino al 21 giugno 2026

2026Tate Modern, Londra

Performer and Participant, display permanente, Blavatnik Building, fino al 20 dicembre 2026; presenta African Spirits, 2008/09, insieme a cinque autoritratti non titolati del 1978-79

Premi e riconoscimenti

2023Deutsche Börse Photography Foundation Prize

vinto; nessuna ulteriore edizione del premio risulta assegnata all'artista nel periodo 2024-2026

FONTI VERIFICATEFonti primarie e giornalistiche lette: Yossi Milo Gallery, New York, pagina artista e comunicato sulla rappresentanza dell'artista, 4 giugno 2024, e sulla personale AUTOPORTRAIT, 3 settembre, 8 novembre 2025; Purdy Hicks Gallery, Londra, biografia e documentazione delle mostre; The Walther Collection, pagina artista; Tate, pagina artista e pagina del display Performer and Participant, 2026; Artforum, recensione/descrizione di AUTOPORTRAIT come debutto in galleria e prima personale newyorkese in oltre vent'anni; The Museum of Modern Art, New York, comunicato di Ideas of Africa: Portraiture and Political Imagination; Barbican Centre, Londra, pagina della mostra Project a Black Planet; Isabella Stewart Gardner Museum, pagina della mostra Persona: Photography and the Re-Imagined Self; FLAG Art Foundation, New York, pagina della mostra S-Curve; Leeds Art Gallery, pagina della mostra itinerante To Improvise A Mountain; National Gallery of Art, pagina della mostra Photography and the Black Arts Movement, 1955-1985; Wikipedia, voce sull'artista, con riferimento al sito dell'artista stesso. DISCORDANZE: sull'anno di nascita, quasi tutte le fonti primarie, inclusa la galleria che lo rappresenta, indicano 1962; una singola voce del database della collezione Tate riporta invece 1958 senza indicare il luogo di nascita, un dato isolato che appare un errore di catalogo non aggiornato, tanto che la pagina più recente di Tate, il display 2026 Performer and Participant, evita del tutto di indicare un anno di nascita. Si adotta 1962 come dato corretto. Il dominio che compare nei motori di ricerca come sito dell'artista non è stato usato come fonte primaria per i dati biografici in questa scheda.

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