Samuel Fosso fotografa se stesso. Lavora negli studi dove ha imparato il mestiere, usa fondali, costumi, parrucche e gioielli, e trasforma l'autoscatto in uno strumento di travestimento: la stessa persona che decide l'inquadratura è quella che viene fotografata, e la distanza fra chi guarda e chi è guardato si annulla.
Il metodo nasce a Bangui, Repubblica Centrafricana, dove negli anni '70 Fosso apre un proprio studio fotografico e usa i fotogrammi avanzati di fine giornata, quelli non spesi sui clienti del quartiere, per ritrarsi in abiti e pose da dandy ispirati alla moda occidentale e locale: nasce così 70's Lifestyle, 1975-78. Nel 1997 i grandi magazzini parigini Tati gli commissionano una serie di ritratti in studio, con fondali colorati e costumi improvvisati. Nel 2008 arriva African Spirits, autoritratti in cui Fosso si traveste da figure storiche nere, Malcolm X, Martin Luther King, Nelson Mandela, Haile Selassie, Patrice Lumumba, Angela Davis, Muhammad Ali, indagando memoria e identità afro-diasporica. Nel 2013 Emperor of Africa lo ritrae nei panni di un imperatore cinese in abiti Mao, riflettendo sull'influenza economica della Cina in Africa; nel 2015 SIXSIXSIX porta il procedimento alle sue estreme conseguenze con 666 autoritratti in formato Polaroid sul volto nudo dell'artista; nel 2017 Black Pope lo immagina nei panni di un papa nero immaginario, fra potere religioso e razza.
Nel 2023 il lavoro riceve il Deutsche Börse Photography Foundation Prize. Nel 2024 Fosso entra nella scuderia della Yossi Milo Gallery di New York, che nel 2025 gli dedica AUTOPORTRAIT, la sua prima personale newyorkese in oltre vent'anni. Il biennio 2025-2026 porta il lavoro, spesso accostato a quello del fotografo Sanlé Sory, al Barbican Centre di Londra e al MoMA di New York, mentre l'Isabella Stewart Gardner Museum, la FLAG Art Foundation, Leeds Art Gallery e un nuovo display permanente alla Tate Modern confermano quanto, da un piccolo studio dell'Africa centrale, il suo lavoro abbia anticipato questioni oggi centrali nel discorso sulla fotografia, l'identità nera e la performance del sé.
Fosso nasce a Kumba, Camerun, nel 1962 e cresce a Bangui, Repubblica Centrafricana, dove negli anni '70 apre un proprio studio fotografico; l'apprendistato è tecnico, sul lavoro, non accademico, e dai fotogrammi avanzati di fine giornata nascono i primi autoritratti di 70's Lifestyle, 1975-78.
Nel 1997 i grandi magazzini parigini Tati commissionano la serie omonima, ritratti in studio con fondali colorati e costumi improvvisati; nel 2008 African Spirits porta il procedimento sulla storia del Novecento nero, con Fosso travestito da Malcolm X, Martin Luther King, Nelson Mandela, Haile Selassie, Patrice Lumumba, Angela Davis e Muhammad Ali.
Emperor of Africa, 2013, lo ritrae da imperatore cinese in abiti Mao e riflette sui rapporti economici fra Cina e Africa; SIXSIXSIX, 2015, porta l'autoritratto a 666 Polaroid sul volto nudo dell'artista; Black Pope, 2017, lo immagina papa nero immaginario, fra potere religioso e razza.
La Maison Européenne de la Photographie di Parigi dedica a Fosso una grande retrospettiva a partire da ottobre 2021, proseguita nel 2022; nel 2023 il lavoro riceve il Deutsche Börse Photography Foundation Prize.
Nel 2024 Fosso entra nella scuderia della Yossi Milo Gallery di New York; nel 2025 la galleria gli dedica AUTOPORTRAIT, sua prima personale newyorkese in oltre vent'anni. Il biennio 2025-2026 porta il lavoro, spesso accostato a quello di Sanlé Sory, al Barbican Centre, al MoMA, all'Isabella Stewart Gardner Museum, alla FLAG Art Foundation, a Leeds Art Gallery e in un nuovo display permanente alla Tate Modern.
grande retrospettiva, da ottobre 2021 al 2022
annuncio della rappresentanza dell'artista, 4 giugno 2024
AUTOPORTRAIT, 3 settembre, 8 novembre 2025: debutto con la galleria e prima personale newyorkese dell'artista in oltre vent'anni, secondo Artforum
Photography and the Black Arts Movement, 1955-1985, collettiva
Project a Black Planet, con Sanlé Sory, fino al 9 settembre 2026
Ideas of Africa: Portraiture and Political Imagination, con Sanlé Sory, fino al 25 luglio 2026
Persona: Photography and the Re-Imagined Self, opere della serie African Spirits, fino al 10 maggio 2026
S-Curve, collettiva, 12 febbraio, 25 aprile 2026
To Improvise A Mountain, due immagini dalla serie 70's Lifestyle, mostra itinerante, fino al 21 giugno 2026
Performer and Participant, display permanente, Blavatnik Building, fino al 20 dicembre 2026; presenta African Spirits, 2008/09, insieme a cinque autoritratti non titolati del 1978-79
vinto; nessuna ulteriore edizione del premio risulta assegnata all'artista nel periodo 2024-2026
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