Dal 1975 Ruggero Maggi costruisce con la mail art una rete internazionale di scambi epistolari tra artisti, trasformando la spedizione per posta in un gesto artistico che bypassa gallerie e mercato. Nato a Torino nel 1950, arriva all'arte attraverso la poesia visiva e il libro d'artista a partire dal 1973, per poi dedicarsi a copy art, arte laser (1976), olografia (1979) e, dal 1985, a una personale interpretazione della teoria del caos applicata all'opera. Il suo percorso nasce dai movimenti della poesia visiva e della mail art, non da un'accademia d'arte. Nel 1979 fonda l'Amazon Archive, un progetto di mail art dedicato all'Amazzonia che porta avanti per decenni, intrecciando arte e temi ambientali.
Dal 2011 cura alla Biennale di Venezia il Padiglione Tibet, che affianca arte sacra tibetana e arte contemporanea occidentale e torna nelle edizioni successive della manifestazione. Nel 2007, alla 52ª Biennale, presenta Camera 312, promemoria per Pierre, dedicato al critico Pierre Restany. Vive e lavora a Milano, dove negli anni Settanta ha fondato e diretto il Milan Art Center.
Comincia con la poesia visiva e il libro d'artista, poi entra nel network internazionale della mail art.
Fonda l'Amazon Archive e realizza i primi progetti dedicati all'Amazzonia, tra cui Amazonic Trip e la partecipazione alla 16ª Biennale di San Paolo.
Sperimenta arte laser e olografia e presenta in diverse città il Progetto Ombra, una performance collettiva realizzata anche a Hiroshima nel 1988 con Shozo Shimamoto.
Applica all'arte una personale interpretazione della teoria del caos, in opere come la serie su post-it Camera 312.
Cura progetti alla Biennale di Venezia e oltre, dal Padiglione Tibet dal 2011 al Burma Pavilion del 2021 per un Myanmar libero e democratico.
Dona il libro d'artista Una giungla di parole, che entra in collezione ed è esposto nella mostra Pagine e dintorni.
Partecipa con un intervento all'interno del progetto Poetic Bunker.
Realizza l'intervento site specific Underwood, in mostra dal 19 febbraio al 2 aprile.
Presenta Camera 312, promemoria per Pierre, dedicato al critico Pierre Restany.
Idea e cura il progetto, che affianca arte sacra tibetana e arte contemporanea occidentale e torna nelle edizioni successive della Biennale e in altre sedi italiane.
Assegnato dalla Fondazione Scuola Arti e Mestieri F. Bertazzoni di Suzzara (MN) per l'insieme della carriera.
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